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In Giappone in un mese più morti per suicidi che per il Covid

© AP Photo / Koji SasaharaCoronavirus in Giappone
Coronavirus in Giappone - Sputnik Italia
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Nel Paese, che ha uno dei tassi di suicidio più alti al mondo, il numero di suicidi è aumentato vertiginosamente dall'inizio della pandemia. Ad ottobre secondo un reportage della Cnn si sono tolte la vita oltre 2,153 persone, più del totale dei morti per il Covid nel 2020. Più colpite le donne e giovanissimi.

Disoccupazione, isolamento, incertezza nei confronti del futuro, difficoltà a parlare dei propri problemi mentali. La depressione in Giappone fa più morti del Covid. Secondo le statistiche governative citate in un reportage della Cnn, soltanto nel mese di ottobre i suicidi hanno superato il numero di vittime per coronavirus dall’inizio del 2020.

Nello stesso mese si sono tolte la vita 2,153 persone, mentre fino a venerdì scorso i decessi per il Covid-19 erano stati in totale 2,087.

Negli ultimi dieci anni il Paese, che detiene uno dei tassi di suicidio maggiori al mondo, era riuscito a mettere un freno al triste fenomeno, che coinvolge decine di migliaia di persone ogni anno.

Nel 2019 si era raggiunto il record positivo di 20mila vittime. Il numero più basso mai registrato da quando le statistiche sono disponibili. La pandemia però ha cambiato tutto: ansia, paura, licenziamenti, orizzonti precari mettono a repentaglio la salute mentale di migliaia di persone.

La Cnn racconta la storia di Eriko Kobayashi, 43enne precaria che dall’età di 22 ha cercato di uccidersi per ben quattro volte. L’ultimo tentativo poco tempo fa proprio a causa del Covid, che ha fatto tornare nella sua vita i fantasmi del passato: i conti che non tornano a fine mese e l’ansia di non farcela. “Mi hanno tagliato lo stipendio e non riesco a vedere la luce in fondo al tunnel”, ha confidato alla Cnn.

Le più colpite sono le donne, ma il problema tocca anche i giovanissimi e le celebrità. Il Covid ha fatto impennare dell’83 per cento il numero dei suicidi femminili. La ragione va ricercata nelle conseguenze sociali della pandemia: la maggior parte di loro, infatti, svolge lavori part-time nei settori più colpiti dalla crisi. Molte non hanno retto ai licenziamenti e sono cadute in depressione.

Il Giappone è anche l’unico Paese dei G-7 dove il suicidio è la causa principale di morte tra i giovani di età compresa tra 15 e 39 anni. Le misure restrittive messe in campo dal governo per contenere la diffusione del virus non hanno aiutato. I ragazzi si sono ritrovati relegati in casa, privati della scuola e della socialità.

Qualcuno ha dovuto fare i conti con situazioni familiari difficili e secondo un attivista intervistato dall’emittente statunitense in moltissimi hanno chiesto aiuto alle associazioni che si occupano di supportare le persone con problemi mentali.

Inoltre, nel Paese, esiste un vero e proprio stigma riguardo questo tipo di patologia, che porta i pazienti psichiatrici ad essere abbandonati ed impossibilitati a chiedere aiuto. La risposta, quindi, per molti, comprese le celebrità, resta soltanto quella di compiere il gesto più estremo.

Michiko Ueda, professore associato presso la Waseda University di Tokyo, sentito dalla Cnn, nota come l’impatto del Covid sia stato minimo nel Paese in termini di mortalità, nonostante in Giappone non ci sia stato neanche il lockdown.

In compenso, però, ha detto, intervistato dall’emittente americana, “vediamo un grande aumento del numero di suicidi". Un trend che, assicura il ricercatore, potrebbe estendersi anche ad altri Paesi proprio per effetto della pandemia.

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