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Germania, 180 miliardi di debito nel 2021 per combattere la crisi del Covid

© AP Photo / Francisco Seco Olaf Scholtz
 Olaf Scholtz - Sputnik Italia
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Anche per il 2021 la Germania dirà addio alla regola del pareggio di bilancio per finanziare la risposta dello Stato alla crisi prodotta dal Covid. Il ministro delle Finanze, Olaf Scholz annuncia un nuovo debito per 180 miliardi: "L'obiettivo è sconfiggere la pandemia".

“Il nostro obiettivo è sconfiggere questa pandemia e superarla con la massima forza il prossimo anno”, ha detto venerdì scorso il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, annunciando che la Germania si indebiterà per 180 miliardi di euro nel 2021 per far fronte alla crisi economica prodotta dal Covid, che ha portato alla paralisi globale dell’economia.

Una cifra senza precedenti nella storia della Germania dal secondo dopoguerra, seconda solo a quella di 217,8 miliardi di euro del 2020. Ancora una volta quindi la pandemia mette in discussione il principio dello Schwarze null, lo zero nero, ovvero l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio, messo a segno per la Germania per quattro anni consecutivi a partire dal 2014.

Il Covid, però, ha cambiato tutto. Con il Paese che ha superato il milione di contagi e il “lockdown soft” che andrà avanti fino a fine dicembre, il governo deve sostenere il tessuto produttivo.

Ricorrere alla deroga al pareggio di bilancio “è necessario per traghettare il Paese in sicurezza fuori dalla pandemia", ha detto Eckhardt Rehberg, deputato della Cdu, il partito della cancelliera Angela Merkel, alla Reuters.

"Dobbiamo ancora una volta ricorrere alla deroga al pareggio di bilancio". I soldi, come spiega Milano Finanza, serviranno, oltre che a sostenere direttamente le Pmi e a finanziare la cassa integrazione per i lavoratori, anche ad acquistare i vaccini.

Sui titoli di Stato europei non si sono riscontrate variazioni significative, ma alcuni, come Societe Generale, citata sempre da Milano Finanza, scommettono che “lo spread tra i rendimenti del Treasury a 10 anni e del Bund tedesco molto probabilmente si allargherà ulteriormente, mentre il rendimento del T-Note si sposterà verso l'1,50% entro la fine del 2021”.

Tuttavia, lo stesso gruppo prevede che "lo spread tra i tassi a breve termine resterà stabile, ancorato dalle politiche accomodanti della Fed e della Bce".

Alcuni commentatori, invece, prevedono che lo spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi non si assottiglierà perché “il debito italiano non è più sostenibile”. Per questo, si legge su un’analisi del sito Money.it, “quanto accaduto in Aula rispetto allo scostamento di bilancio, piaccia o meno, rappresenta il prodromo obbligato di un altro governo che come primo atto darà il via libera all’attivazione del Mes”.

Secondo gli stessi analisti, insomma, l’Italia sarebbe sull’orlo di una crisi simile a quella del 2011, e per uscirne potrebbe essere obbligata a richiedere l’attivazione delle linee di credito del fondo salva-Stati.
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