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Dalla Cina l’invito a regolamentare l’intelligenza artificiale

CC0 / Pixabay / IA
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Il mondo deve sviluppare la cooperazione per la elaborazione di norme relative alla intelligenza artificiale. Si tratta, infatti, di una tecnologia in continuo sviluppo.

Come osserva Ren Xiangliang, vicedirettore del Comitato agli affari sociali in seno all’Assemblea nazionale cinese del popolo, in occasione della World Internet Conference di Wuzhen, è necessario approfondire le modalità di cooperazione tra gli organi legislativi dei vari Paesi al fine di elaborare norme giuridiche che regolino lo sviluppo globale delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (IA).

La Conferenza di Wuzhen si terrà virtualmente per via della pandemia da coronavirus che continua a mettere in ginocchio diverse aree del pianeta. Non sorprende che il tema principale della conferenza quest’anno sia l’utilizzo delle tecnologie digitali nel contrasto alla pandemia e alle conseguenze della crisi sanitaria.

Tra i conseguimenti di maggior rilievo vi sono stati l’identificazione di una piattaforma di Big Data per evitare la diffusione delle pandemie, elaborata dall’Accademia cinese di tecnologie informatiche e di elettronica (CETC), nonché l’individuazione di soluzioni basate sull’IA che garantiscano la consegna di merci mediante droni, messe a punto dalla Beijing Sankuai Online Technology.

Le soluzioni basate sull’IA, i Big Data e il machine learning hanno contribuito in maniera significativa a contrastare efficacemente il COVID-19 in Cina. Stando a una pubblicazione disponibile sulla rivista scientifica Lancet, l’IA è stata impiegata per analizzare le immagini ottenute mediante tomografia computerizzata e rilevarne i primi sintomi di infezione nei tessuti polmonari. Poiché in maniera automatizzata l’analisi di un’immagine tomografica richiede circa 1 secondo, il ricorso alla tecnologia ha consentito di ridurre significativamente il carico di lavoro dei medici.

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I sistemi basati su IA di Alibaba sono stati impiegati per l’elaborazione dei cosiddetti codici QR della salute, ossia applicazioni per smartphone che analizzano una grande quantità di dati relativi al soggetto sulla base dei quali vengono fornite diagnosi in merito al grado di rischio di infezione da coronavirus.

Al momento sebbene non viga più in Cina la grande maggioranza delle misure restrittive, questi codici QR continuano ad essere utilizzati per monitorare la diffusione del contagio. Infine, i robot si sono fatti carico di un lavoro particolarmente rischioso per l’uomo, ossia la prestazione di assistenza ai pazienti affetti da coronavirus. Negli ospedali i robot misuravano la febbre ai pazienti e portavano loro il cibo. Chi era in isolamento a casa si vedeva consegnati oggetti e cibo dai droni.

Per utilizzo dell’IA la Cina è sicuramente tra i Paesi leader. Per Pechino le tecnologie basate su IA nel prossimo decennio saranno il principale volano di sviluppo dell’economia nazionale e creeranno vantaggi competitivi unici per la Cina nella conquista di nuovi mercati. Il principale vantaggio competitivo della Cina nella corsa mondiale al primato nel settore dell’IA, oltre agli ingenti investimenti finanziari centralizzati nel settore, è l’enorme quantità di dati generati dagli utenti cinesi.

In Cina è stato adottato un programma strategico nazionale di sviluppo dell’IA con orizzonte 2030 la cui implementazione è garantita da ingenti fondi pubblici e dalla partecipazione di società tech private che intrattengono stretti rapporti con il governo cinese.

Oltre allo sviluppo dell’IA sorge la necessità di regolamentare dal punto di vista legislativo questo nuovo settore. Infatti, l’intelligenza artificiale viene addestrata con l’ausilio di grandi quantità di dati. Talvolta, si tratta di dati sensibili dei cittadini, pertanto è necessario conservarli e utilizzarli ai sensi di legge, sostiene Zhu Wei, vicedirettore del Centro di ricerca legislativa in seno all’Università cinese di scienze politiche e del diritto.

“A mio avviso è necessaria una rigida regolamentazione del settore dell’IA. Al momento la legislazione cinese in materia è suddivisa in tre parti. Anzitutto, vi sono le leggi relative alla conservazione dei dati utilizzati dall’IA. Sappiamo che l’IA si basa su enormi quantità di dati per apprendere e per prendere decisioni. Questi dati possono comprendere informazioni sensibili degli utenti. E in tal senso vige la legge sulla tutela dei dati personali. La seconda parte della legislazione prende in esame il problema degli algoritmi. Gli algoritmi sono una componente essenziale dell’IA. Vi sono leggi che ne disciplinano l’utilizzo quali ad esempio la legge sul commercio elettronico e il codice civile. Infine, è necessario tutelare il potenziale tecnico-scientifico: quando è sorta la criticità di TikTok, le autorità hanno azionato provvedimenti che tutelassero gli algoritmi basati su IA in qualità di proprietà intellettuale e che ne limitassero l’esportazione e la trasmissione a terzi”.

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Nel 2018 la Cina pubblicò il Libro bianco degli standard per l’IA. Al momento questo è il documento principale atto a regolare direttamente l’IA in Cina. Alla redazione del documento hanno preso parte 30 istituti di ricerca, centri di analisi, società tech private, l’Istituto cinese di standardizzazione delle tecnologie informatiche, l’Accademia cinese di scienze sociali, Baidu, Alibaba, Tencent, Huawei. Il Libro bianco propone un nuovo sistema universale di elaborazione degli standard che disciplinano sia i concetti fondamentali alla base dell’IA sia i prodotti finali. Nel Libro bianco sono poi enunciati a parte i vari standard etici. A livello etico il documento propone 4 principi di base: il principio degli interessi dell’uomo, il principio della responsabilità, il principio della trasparenza e il principio di compatibilità tra diritti e doveri. L’ultimo principio consiste nel facilitare l’incontro tra gli interessi commerciali delle società da un lato e gli obblighi in materia di tutela della trasparenza dei sistemi IA dall’altro.

Come osserva l’esperto Zhu Wei, la Cina ha fatto passi da gigante nel settore della regolamentazione etica della IA, ma a differenza dei Paesi occidentali la Cina non dispone di una norme rigide nei vari settori concreti in cui si impiega l’IA.

“Al momento la regolamentazione dell’IA in Cina si concentra maggiormente sulla dimensione etica. E chiaramente alcuni elementi alla base di questa riflessione si ritrovano anche in altri atti legislativi che disciplinano settori correlati. Ovviamente esiste già una regolamentazione rigida che però non attiene concretamente all’IA, ma piuttosto descrive le modalità di applicazione all’IA. Questa è proprio la principale differenza tra la Cina e gli altri Paesi. Negli USA, ad esempio, vigono leggi che disciplinano direttamente il trasporto senza pilota il quale configura una responsabilità giuridica. In Cina per ora non esiste niente di simile”.

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Tuttavia, la Cina ricorda l’importanza di elaborare una serie di regolamentazioni dell’IA che abbiano valenza universale. Inoltre, poiché Pechino si è posta un obiettivo ambizioso (ossia diventare leader mondiale nell’ambito dell’IA entro il 2030) in Cina invitano a trovare un accordo sulla regolamentazione internazionale del settore e sull’elaborazione di standard internazionali. Poiché l’IA è strettamente legata alle tecnologie dell’informazione e alle telecomunicazioni l’armonizzazione degli standard dell’IA nel mondo è l’unico modo per rendere i sistemi basati su IA utilizzabili da cittadini di popolazioni e Paesi diversi.

Determinati traguardi in questo senso sono già stati conseguiti. Circa 20 standard, presentati nel Libro bianco cinese, sono al momento oggetto di disamina dall’organismo ISO. Questo è sicuramente un primo successo per Pechino.

Le società private cinesi comunque stanno partecipando attivamente a diverse iniziative del settore. Ad esempio, la società YITU e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) hanno siglato un accordo di partenariato strategico che prevede la facilitazione della crescita economica dei Paesi in via di sviluppo mediante l’utilizzo di tecnologie basate su IA.

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