Pedofilia in Australia, vittime citano anche il Papa in giudizio per risarcimento

© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano / Accedi all'archivio mediaPapa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro - Sputnik Italia
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Papa Francesco è stato citato in giudizio da tre australiani aborigeni per le violenze sessuali subite da un prete pedofilo. Al Papa gli chiedono un risarcimento danni per i danni psicologici subiti.

Tre aborigeni che da giovani erano stati sessualmente aggrediti dal prete pedofilo Michael Glennon, hanno citato in giudizio papa Francesco chiedendogli il risarcimento danni per le violenze sessuali subite.

Secondo i legali dei tre aborigeni le autorità vaticane sapevano dei crimini che venivano commessi ai danni dei bambini e nessuno li ha fermati.

La richiesta è stata presentata formalmente alla Corte Suprema vittoriana dell’Australia.

Questa è la prima volta che delle vittime di violenza citano in giudizio direttamente il Santo Padre richiedendogli di risarcire economicamente il danno subito da atti di preti condannati per pedofilia.

Se la Corte dovesse ritenere legittimo il ricorso, si tratterebbe della prima volta che verrebbe punita l’istituzione vaticana per non aver saputo proteggere i bambini e non la chiesa locale a cui il prete pedofilo appartiene.

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