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Dl ristori 4, rinvio delle scadenze fiscali e bonus di 1000 euro, ma è polemica sulla "patrimoniale"

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Nella bozza del decreto ristori quater il rinvio delle scadenze fiscali e dei termini per il pagamento delle rate di rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali. Ma è polemica per l'emendamento sulla "patrimoniale" per chi ha beni per oltre 500mila euro.

Il dl ristori quater potrebbe essere pubblicato già domani sulla Gazzetta Ufficiale. L’obiettivo del governo, come spiega Repubblica, è spostare le scadenze fiscali del 30 novembre per le imprese al 10 dicembre e al 30 aprile 2021 per chi ha subito un calo maggiore del 33 per cento del fatturato rispetto al 2019. Il rinvio alla prossima primavera, invece, è allargato a tutti quelli che si trovano in zona rossa o arancione a prescindere dai ricavi.

Le risorse stanziate sono pari a otto miliardi. La bozza prevede la sospensione del pagamento delle rate del saldo e stralcio e della rottamazione fino al 1 marzo 2021 per un importo di 950 milioni di euro. Una misura che tocca oltre due milioni di cittadini.

Per i contribuenti, inoltre, è stata prevista nella versione non definitiva anche la possibilità di rateizzare i propri debiti in caso di “comprovate difficoltà economiche”, per fermare “ipoteche, fermi amministrativi, procedure esecutive”, con l’innalzamento a 100mila euro della soglia del debito da dilazionare senza bisogno di dover dimostrare il motivo della richiesta.

Il governo ha previsto anche un bonus di mille euro per alcune delle categorie più colpite dalla crisi. Tra queste i lavoratori del turismo e dello spettacolo che hanno subito la cessazione del rapporto di lavoro e le partite iva. Tra i requisiti per ottenerlo c’è quello di avere almeno 30 giorni di contributi versati e la percezione della Naspi.

Incluso nel decreto anche un finanziamento di 250 milioni alle regioni, di circa 60 milioni alle forze di polizia per le indennità di ordine pubblico e gli straordinari. Per la gestione dell’emergenza Covid andranno oltre 5 milioni di euro anche ai Vigili del fuoco.

Infine spunta l’ipotesi di un’imposta patrimoniale per i patrimoni che superino la soglia dei 500mila euro.

È questo, infatti, il contenuto di un emendamento firmato da alcuni deputati di Pd e Leu, tra cui Nicola Fratoianni e Matteo Orfini, che prevede la cancellazione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti per sostituirla con “un'imposta progressiva sul patrimonio netto mobiliare e immobiliare posseduto sia in Italia che all'estero”.

A protestare duramente è Forza Italia. "La sinistra cala la maschera e mostra il suo volto: Pd e Leu propongono quella che all'apparenza è una patrimoniale ma nella sostanza è una rapina nei conti correnti degli italiani", dice il portavoce dei parlamentari azzurri, Giorgio Mulè, citato dal Giornale.it. Secondo il partito di Silvio Berlusconi ad essere colpiti da questa eventuale nuova tassa sarebbe l’80 per cento degli italiani.

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