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La modella musulmana Halima Aden lascia le passerelle: "Troppi compromessi sul velo"

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Halima Aden, modella statunitense di origine somala, lascia le passerelle e accusa il mondo della moda di voler interpretare la tradizione islamica secondo i propri canoni. L'accusa su Instagram: "Troppi compromessi sull'hijab, quella non ero io".

Troppe poche stiliste musulmane e un’industria, quella della moda, che richiede troppi compromessi a chi professa la religione islamica. Così Halima Aden, modella 23enne americana di origine somala, ha annunciato sul suo profilo Instagram da 1,3milioni di follower di voler lasciare il mondo della moda.

Halima è arrivata negli Stati Uniti quando aveva sei anni. La sua famiglia, che viveva in un campo profughi in Kenya, negli anni 2000 ha deciso di cercare fortuna negli States. “Da piccola mi bullizzavano perché portavo il velo”, racconta in una serie di stories dedicate all’importanza di indossare l’hijab per le donne musulmane, in cui racconta come è maturata la sua decisione di abbandonare la carriera di modella.

L’opportunità di riflettere sul suo lavoro è arrivata con il Covid. La pandemia ha paralizzato anche l’industria della moda e Halima ha potuto passare sempre più tempo in casa con sua madre, legata alla tradizione musulmana e da sempre contraria all’attività della figlia.

Nonostante le fosse sempre permesso di indossare il velo, racconta Halima su Instagram, la fashion industry non è ancora pronta ad abbracciare le logiche dell’Islam.

Indossare il velo solo sul capo lasciando intravedere il collo, o sfoggiando un trucco esagerato, spiega nelle stories, non è compatibile con la religione né con una corretta interpretazione della “modest fashion”.

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Negli anni passati ha sfilato per maison importanti come Max Mara e American Eagle, che l’ha immortalata per una campagna pubblicitaria con i jeans al posto dell’hijab. “Perché mi sono fatta mettere dei jeans in testa se indosso solo gonne e vestiti lunghi”, commenta pubblicando lo scatto in una delle sue stories. “Quella non è la vera me”, riassume Halima passando in rassegna una lunga serie di foto che la immortalano sulle copertine dei giornali di moda o sui red carpet.

“Dov’è la diversità?”, si interroga ancora commentando l’immagine di una campagna a cui ha partecipato, dove a differenziarla dalle altre modelle c’è soltanto un foulard nero stretto attorno al capo. “Allora – continua Halima – avevo troppa paura a domandarlo, ma ora no”. “E poi – incalza – ridateci il sorriso perché ci fate sembrare tutte zombie o gremlins senz’anima”.

Insomma, per la modella il fashion system non sarebbe ancora pronto ad accogliere le donne musulmane. Non c’è spazio, accusa, per la preghiera, o per un’immagine che rispecchi la tradizione islamica. La modella si rimprovera di aver accettato troppi “compromessi” sull’Islam, ed ora, su consiglio di sua madre, ha deciso di “correggere pubblicamente gli errori”.

Infine, un’ultima stoccata ai brand che puntano al mercato dei Paesi arabi: “Sono loro ad aver bisogno di noi e non il contrario”.

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