Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il team di Biden pensa già alla prossima pandemia: "Sarà peggiore e colpirà i giovani"

© Sputnik . Alessio TrovatoCoronavirus in Russia - Novembre 2020, museo paleontologico
Coronavirus in Russia - Novembre 2020, museo paleontologico - Sputnik Italia
Seguici su
In un'intervista con Repubblica Michael T. Osterholm, epidemiologo statunitense chiamato a far parte del Covid-19 Advisory Board del presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, prevede l'avvento di una nuova pandemia, più grave di quella del Covid: "Potrebbe colpire persone tra i 18 e i 30 anni".

Il Covid potrebbe essere solo la prima di una serie di pandemie che sconvolgeranno il pianeta. Ne è quasi certo Michael T. Osterholm, new entry del Covid-19 Advisory Board del presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.

L’epidemiologo, che dirige il Center for Infectious Disease Research and Policy (CIDRAP) all'Università del Minnesota, lo ha messo nero su bianco in un libro firmato a quattro mani con lo scrittore Mark Olshaker che uscirà anche in Italia. Nel volume, intitolato “Il peggior nemico. Come vincere la battaglia contro malattie infettive ed epidemie”, Osterholm parla di una “pandemia di portata addirittura superiore e diverse volte più grave della Covid-19”.

Una sorta di nuova influenza spagnola che grazie alle connessioni del mondo globalizzato potrebbe fare molte più vittime. La sua tesi viene ribadita anche in un’intervista pubblicata su Repubblica.

“Non posso dire con certezza che la prossima pandemia sarà più grave di questa – afferma l’infettivologo - ma certamente prima o poi ne arriverà una peggiore”. “Se dovesse essere simile a quella del 1918, per esempio, colpirebbe – ipotizza - persone tra i 18 e i 30 anni, e quindi sarebbe tutto molto diverso”.

Per questo Osterholm invoca un maggior livello di preparazione sui vaccini e la catena di distribuzione. “Tutto quello che stiamo sperimentando oggi deve essere registrato per poterci essere utile in futuro”, dice alla giornalista di Repubblica. La soluzione per proteggerci da una nuova e più grave epidemia globale, per l’esperto del team di Joe Biden, è sviluppare un “vaccino antinfluenzale potenzialmente universale” che sia in grado di “prevenire i ceppi emergenti di influenza o, se il contagio si dovesse diffondere, potrebbe consentirci di vaccinare rapidamente l’intera umanità”.

Nella conversazione con Repubblica, poi, non mancano le stoccate all’amministrazione Trump. Il virologo recrimina all’attuale inquilino della Casa Bianca di non aver messo a punto un “piano nazionale per le pandemie” e di aver trascurato il coordinamento nella gestione dell’epidemia in America.

La strategia del transition team resta top secret, ma la nuova amministrazione sta lavorando sui “processi produttivi e di distribuzione dei vaccini”, che però, secondo Osterholm, non arriveranno prima del “secondo o terzo trimestre del 2021”.

Dalle sue parole emerge anche una certa preoccupazione per la situazione attuale. “Questo è il periodo peggiore per la sanità pubblica dai tempi della pandemia di Spagnola – afferma - negli Stati Uniti i casi stanno aumentando molto rapidamente, lo stesso sta accadendo in Europa, anche se almeno da voi sembra esserci un maggiore controllo, ma la situazione è comunque molto pericolosa".

“Per quanto riguarda l’attuale pandemia, non sarà certamente l’ultima che dovremo affrontare ma almeno stiamo imparando un sacco di cose sui coronavirus”, ripete il virologo, non a caso soprannominato in passato dai colleghi “Bad news Mike”. “Nessuno di loro – si giustifica - aveva voglia di sentirsi dire quello che invece avevo da dirgli”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала