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Trump accusato dai vertici democratici di "abuso di potere" per aver graziato Flynn

© AP Photo / Lauren Victoria BurkeMichael Flynn
Michael Flynn  - Sputnik Italia
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Il 25 novembre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver graziato il generale Michael Flynn, il suo ex consigliere per la sicurezza nazionale accusato di mentire all'FBI riguardo le sue conversazioni nel 2016 con l'allora ambasciatore russo negli USA.

La decisione di Trump di concedere la grazia al suo ex consigliere Michael Flynn è stata giudicata un "abuso di potere" dal presidente dell'intelligence della Camera Adam Schiff, membro del Congresso democratico della California che ha rivestito un ruolo chiave nell'indagine per l'impeachment del presidente all'inizio di quest'anno.

“Donald Trump ha abusato del potere della grazia per ricompensare i suoi amici e alleati politici e proteggere coloro che mentono per coprirlo. Ne ha abusato ancora una volta, in questo caso per premiare Michael Flynn, che ha scelto la lealtà a Trump rispetto a quella verso il suo paese”, ha detto Schiff in una dichiarazione che ha seguito di poco poco l'annuncio.

Secondo il politico la mossa, annunciata, non ha "cancellato questa verità, per quanto Trump e i suoi alleati tentassero di suggerire il contrario".

Schiff ha osservato che Flynn si è "due volte" dichiarato colpevole di aver mentito all'FBI sulla natura delle sue conversazioni con l'ambasciatore russo negli Stati Uniti Sergei Kislyak durante il periodo di transizione del 2016.

Ma secondo un altro vertice democratico, il rappresentante di New York Jerry Nadler, che ha ugualmente ricoperto un ruolo vitale nell'indagine per l'impeachment di Trump, la grazie è ancora "immeritata, senza principi" e costituisce "un'altra macchia sull'eredità in rapida diminuzione del presidente Trump".

“È importante parlare del motivo per cui il presidente ha graziato Flynn. Lo scopo di questa grazia era di incoraggiarlo a tornare sui suoi passi in merito alla sua promessa di collaborare con gli investigatori federali - cooperazione che avrebbe potuto smascherare le colpe del presidente. E ha funzionato: Flynn non ha rispettato l'accordo, ha ritrattato la sua richiesta, ha ricevuto l'appoggio del procuratore generale sulle obiezioni dei procuratori di carriera e ora ha ottenuto la grazia dal presidente degli Stati Uniti", ha affermato Nadler, che presiede i comitati giudiziari. 

Nadler ha definito quello di Trump un "abuso di potere", che "mina fondamentalmente lo Stato di diritto", citando la precedente grazia da lui concessa all'ex consulente della campagna presidenziale Roger Stone, che è stato accusato di mentire al Congresso e di aver assistito a manomissioni in relazione all'indagine del consigliere speciale Robert Mueller.

L'indagine di Mueller ha tentato senza successo di dimostrare la presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 ed è stata criticata sia da Stone sia da Trump come motivata politicamente.

Il caso Flynn

Le accuse contro Flynn facevano anche parte di un'indagine più ampia sulla presunta collusione tra la campagna presidenziale di Trump e il Cremlino nel 2016. Nel febbraio 2020 Flynn ha ammesso di aver mentito sul contenuto delle conversazioni che aveva avuto con Kislyak prima dell'insediamento di Trump nei suoi colloqui con FBI nel gennaio 2017. Ha accettato di collaborare con le indagini di Mueller, che alla fine non sono riuscite a dimostrare l'esistenza di una cospirazione tra la campagna presidenziale di Trump del 2016 e i funzionari russi.

Nel gennaio 2020 Flynn ha ritirato la sua dichiarazione di colpevolezza, sostenendo che i suoi diritti costituzionali erano stati violati durante la trattativa poiché il governo degli Stati Uniti avrebbe agito in malafede per violare l'accordo.

Quest'anno il Dipartimento di Giustizia, guidato dal procuratore generale William Barr, ha spinto per l'archiviazione del caso contro l'ex consigliere di Trump, affermando che l'interrogatorio dell'FBI a Flynn non è stato "condotto con una base investigativa legittima", affermando che le sue risposte non erano rilevanti per qualsiasi prova “anche se falsa”. Tuttavia il tentativo del Dipartimento di Giustizia di fermare il caso è stato arginato dal giudice americano Emmet Sullivan, che ha supervisionato il procedimento penale contro il generale dell'esercito.

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