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Libia, pescatori siciliani: proposta di "scambio di prigionieri" anche da parte del governo Serraj

© Foto : Marco MarroneRoma, la manifestazione dei familiari dei due armatori dei pescherecci Medinea e Antartide sequestrati in Libia
Roma, la manifestazione dei familiari dei due armatori dei pescherecci Medinea e Antartide sequestrati in Libia - Sputnik Italia
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Il Vicepresidente del Consiglio presidenziale del Governo di Fayez al-Sarraj di Tripoli ha dichiarato di ritenere anch’egli che la soluzione più probabile per la liberazione dei pescatori tenuti di fatto in ostaggio dal governo dell’antagonista Generale Khalifa Haftar, non possa essere altro che uno scambio di prigionieri.

Il Vicepresidente del Consiglio presidenziale del Governo di Fayez al-Sarraj di Tripoli Ahmed Maitig ha dichiarato nella sua intervista al Corriere della Sera che la soluzione più probabile per la liberazione dei pescatori fermati dal governo libico sarebbe uno scambio di essi con i calciatori libici, ritenuti in Italia scafisti e responsabili della "Strage di Ferragosto" del 2015.

"Lavoriamo assiduamente per la liberazione dei pescatori italiani. Anche oggi i miei collaboratori ne stavano parlando con gli ufficiali di Bengasi. Credo la direzione sia quella dello scambio con i calciatori libici condannati al carcere in Italia”, dice Ahmed Maitig.

“Gli italiani sono attivissimi, lavorano a tempo pieno. Tra i nostri due Paesi esistono trattati per lo scambio di prigionieri. Credo sia questa la strada. Seguiremo le nostre legislazioni in merito. Spero nel successo il prima possibile. Ma non so quando di preciso”, precisa il vicepresidente del Consiglio presidenziale a Tripoli.

Lo scorso settembre il procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro definiva una “enormità giuridica” l’ipotesi di uno scambio tra i pescatori italiani e calciatori-scafisti libici.

“Uno scambio di ostaggi sarebbe una enormità giuridica. Non penso che verremo interpellati, ma da operatori del diritto saremmo assolutamente contrari. Sarebbe una cosa ripugnante”, aveva detto Zuccaro in quella occasione.

I 4 calciatori libici e la "Strage di Ferragosto" del 2015

I 4 giovani libici, chiamati "calciatori" dalle autorità della Libia e ritenuti scafisti in Italia, sono stati arrestati in Sicilia, a Catania, nel 2015.

Sono stati condannati dalla Corte d'assise di Catania e poi dalla Corte d'appello a 30 anni di carcere con l'accusa di avere fatto parte del gruppo di scafisti responsabili della cosiddetta "Strage di Ferragosto" che ha provocato la morte di 49 migranti.

Secondo la difesa, invece, i quattro non erano altro che semplici calciatori migranti in cerca di un ingaggio in Germania passando per l’Italia.

Il caso dei marinai siciliani

I 18 marinai dei pescherecci Antartide e Medinea, salpati da Mazara del Vallo, sono trattenuti dal 1mo settembre a Bengasi, in Cirenaica, dopo essere stati fermati dalle motovedette della guardia costiera di Haftar. Tra i 18 marinai ci sono otto cittadini italiani e dieci di nazionalità tunisina, filippina e senegalese.

Già dopo due settimane dall’arresto era arrivata da parte da ambienti considerati vicini al Generale della Cirenaica, la proposta di uno scambio con quattro scafisti libici arrestati nel 2015 a Catania.

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