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Julian Assange rinuncia a partecipare all'ultima udienza per la pandemia di Covid

© Foto : Mohamed ElmaaziSupporters of Julian Assange outside Westminster Magistrates' Court 26 November 2020
Supporters of Julian Assange outside Westminster Magistrates' Court 26 November 2020 - Sputnik Italia
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Il fondatore di WikiLeaks, detenuto nella struttura penitenziaria di Belmarsh, è in autoisolamento nella sua cella per l'alto rischio di infettarsi col coronavirus e per cui potrebbe avere un decorso grave della malattia date le sue fragili condizioni di salute.

Julian Assange non ha preso parte all'udienza preliminare di oggi per la gravità dell'epidemia di Covid-19 nella prigione di Belmarsh.

"Oggi non succede niente", ha detto in mattinata a Sputnik uno degli avvocati coinvolti nel processo presso la Corte di Westminster, perché "a 55 persone del suo blocco della prigione di Belmarsh" è stato diagnosticato il nuovo coronavirus.

Ed Fitzgerald QC, parlando a nome della difesa, ha spiegato al vice presidente del tribunale Tan Ikram all'inizio dell'udienza di oggi che Assange "ha rinunciato" al suo diritto di partecipare di persona per l'alto rischio di contrarre il Covid- 19 nel caso lasci la sua cella. Il giudice ha insistito sul fatto che una persona in custodia cautelare deve presentarsi ogni 28 giorni ed ha chiesto al cancelliere se fosse pervenuta una notifica dalle autorità del carcere di Belmarsh. L'ufficiale del tribunale ha risposto che era stata ricevuta un'e-mail in cui si dichiarava che Assange "si è rifiutato di partecipare" dalla stanza col collegamento video.

L'avvocato dell'accusa Joel Smith è intervenuto dicendo di agire per la difesa in un caso separato a Wandsworth e che "il personale del tribunale non produce imputati" che si trovano nei blocchi con un'epidemia virale. "Quello è a Wandsworth" ha risposto il giudice Ikram, aggiungendo che si parlava della prigione di Belmarsh e che "le informazioni che ho dicono che si sia rifiutato di partecipare".

Fitzgerald ha detto alla corte di non sostenere che Assange "non potesse partecipare", ma di aver capito che il giornalista pluripremiato stava "rimanendo nella sua cella per autodifesa". La corte ha già sentito che Assange è a maggior rischio di contrarre una forma più grave di Covid per il suo quadro clinico di infezioni respiratorie.

Infine gli avvocati, le parti civili e la corte hanno concordato un'altra udienza, prevista il prossimo 11 dicembre alle 10.30.

Il fondatore di WikiLeaks è in attesa della decisione della giudice Vanessa Baraitser sulla sua estradizione o meno negli Stati Uniti. In America rischia fino a 175 anni di prigione per il suo ruolo nella pubblicazione di documenti statunitensi classificati in cui venivano rilevati crimini di guerra e altre violazioni perpetrate dai militari statunitensi in Iraq, Afghanistan e Guantanamo.

Le memorie difensive e la corrispondente documentazione sono state depositate presso la corte all'inizio di novembre e la decisione della giudice Baraitser dovrebbe essere emessa il prossimo 4 gennaio.

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