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Azzolina sulla riapertura delle scuole: la data non è certa

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo Attili La Ministra Lucia Azzolina presenta il Piano per il Sud presso l'Auditorium dell’Istituto d'Istruzione Superiore ‘F. Severi’.
 La Ministra Lucia Azzolina presenta il Piano per il Sud presso l'Auditorium dell’Istituto d'Istruzione Superiore ‘F. Severi’. - Sputnik Italia
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L'impegno è riaprire la scuola il prima possibile, ma non è nel potere del ministro Azzolina che però è impegnata nel mantenere le scuole sicure anche sotto il profilo sanitario.

Il Governo italiano insiste sulla riapertura delle scuole, il presidente del Consiglio rassicura prima di Natale saranno riaperte e anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina garantisce l’impegno per una riapertura, “ma ancora non posso dare una data certa” ha affermato intervenendo a ‘Stasera Italia’ programma serale di Rete 4.

La ripresa sarà comunque “graduale” perché il problema è la diffusione del virus: “Dobbiamo osservare ancora a fondo la curva”, afferma il ministro.

Il ministro Azzolina si dice consapevole delle difficoltà in particolare per alcune età scolari come i bambini che quest’anno hanno iniziato la prima elementare: “Un bambino di sei anni per imparare a leggere e scrivere ha bisogno della sua maestra. Per questo è importante, con prudenza e appena la curva lo permetterà, riaprire tutti gli istituti per far tornare gli alunni a scuola”.

La scuola non è stata responsabile della seconda ondata

Il ministro Azzolina difende la scuola e conferma che “non è stata certamente la scuola la responsabile della seconda ondata di Covid”, perché negli istituti scolastici “i contagi sono stati irrisori, lo dice il Comitato tecnico scientifico che parla di un impatto marginale”.

Il rischio zero non esiste, “ma la scuola non è pericolosa” certifica il ministro.

I test rapidi

Il ministro Azzolina, a proposito dei test rapidi, ha affermato che con i sindaci ha concordato “sul fatto che oggi le scuole dovrebbero avere una corsia preferenziale nel fare test rapidi o tamponi”.

Tamponi che ovviamente non sono nella disponibilità dei sindaci ma che il Ministero della Salute e le Regioni dovrebbero mettere a disposizione.

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