Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

International Property Rights Index 2020, l’Italia bocciata sulla tutela del suo Made in Italy

© Fotolia / lorenzot81 "Made in Italy" giornali
 Made in Italy giornali - Sputnik Italia
Seguici su
Il Belpaese perde posizioni nella tutela del diritto di proprietà. È solo 47esimo ben lontano dagli altri paesi del G7 ed è solo 18esimo nell’UE.

L’Italia resta indietro e perde posizioni nella tutela del diritto di proprietà e quindi anche nella salvaguardia del suo Made in Italy. È quanto rivela l’International Property Rights Index 2020 in cui il Belpaese si piazza soltanto 47esimo a livello mondiale e 18esimo a livello europeo.

Lo studio, realizzato dalla Property Rights Alliance di cui fa parte il think tank Competere.eu, misura la tutela della proprietà in oltre 129 Paesi, rappresentanti il 98% del PIL mondiale ed il 94% della popolazione. Competere.eu ha analizzato con Sputnik Italia alcuni dei dati dell’indice.

 

Pietro Paganini, presidente di Competere.eu
International Property Rights Index 2020, l’Italia bocciata sulla tutela del suo Made in Italy - Sputnik Italia
Pietro Paganini, presidente di Competere.eu

“I diritti di proprietà – ha dichiarato Pietro Paganini, presidente di Competere.eu - sono un indicatore chiave dello sviluppo economico e della stabilità politica. L’Italia rimane indietro soprattutto sul piano delle politiche per la tutela della proprietà privata e degli incentivi al Made in Italy per tutelare prodotti, marchi e brevetti. Altri paesi hanno sistemi politici e legislativi che accompagnano le imprese e i cittadini verso la difesa della proprietà”. 

 

La tutela del Made in Italy

Secondo il think thank l’Italia deve ripartire proprio dalla tutela dei suoi marchi, dalla difesa dei suoi prodotti contro il cosiddetto italian sound e contro la concorrenza sfibrante.

“Il Made in Italy deve diventare una priorità per il governo italiano – ha spiegato il segretario generale di Competere.eu Roberto Race - Rafforzando la tutela della proprietà si fanno gli interessi nazionali”.

Una ricetta che è stata compresa all’estero: “Lo hanno capito da tempo i paesi che sono ai vertici dell’Indice. In questo modo si alimenta la catena di trasmissione tra certezza del diritto di proprietà, innovazione e crescita. I nostri produttori ne gioverebbero e l’Italia potrebbe diventare un paese più attrattivo anche al di fuori dei confini nazionali. Bisogna lavorare in questa direzione".

La classifica mondiale

L’Italia, infatti, scende di un gradino, l’anno scorso era al 46esimo, quest’anno al 47esimo, e si piazza distante dagli altri Paesi del G7 e dopo il Sud Africa e l’Uruguay, con un punteggio finale di 6.2 su 10.

 

Top10 classifica Ipri 2020
International Property Rights Index 2020, l’Italia bocciata sulla tutela del suo Made in Italy - Sputnik Italia
Top10 classifica Ipri 2020

Il distacco con i vertici della classifica è significativo. Finlandia, Svizzera, Singapore, Nuova Zelanda e Giappone, che occupano i vertici, hanno tutte un punteggio superiore a 8. I Paesi del G7 mediamente hanno ottenuto un punteggio medio pari a 7.7.
L’indice si compone di 3 voci principali che riguardano il “sistema politico e giuridico”, la “tutela dei diritti fisici” e la “tutela dei diritti intellettuali”. L’Italia è insufficiente nella prima voce, soprattutto per quanto riguarda la stabilità politica e l’efficienza e l’efficacia della giustizia civile, oltre agli alti livelli di corruzione percepiti, mentre raggiunge una risicata sufficienza nelle altre due. Altri punti deboli sono la tutela del copyright e la capacità di accesso al credito i cui punteggi sono molto bassi (intorno a 3.1).

 

Prima dell’Italia a livello Ue si piazzano nei primi posti, oltra alla capolista Finlandia, anche l’Olanda, settima, la Norvegia, ottava, il Lussemburgo, nono, la Danimarca, decima e poi subito dopo Svezia e Austria. La Germania è 16esima, seguita dal Belgio e dal Regno Unito immediatamente dopo.

Il trend negativo non arriva oggi

“L’Indice conferma una tendenza decennale dell’Italia – ha aggiunto il direttore di Competere.eu, Giacomo Bandini – Per poter incrementare la difesa della proprietà, fisica e intellettuale, bisogna creare maggiore supporto all’accesso al credito per le piccole-medie imprese italiane spesso in difficoltà di fronte a requisiti molto stringenti”.

"È necessario snellire il sistema di giustizia civile spesso molto lento nell’operare e quindi ostacola innovazione e crea incertezza negli investitori”.  
La parità di genere come chiave

Nell’edizione 2020 particolare peso nel giudizio finale è stato dato alla parità di genere. In molte nazioni questo obiettivo è ancora lontano dall’essere raggiunto e questo condiziona anche la tutela della proprietà intellettuale e fisica.

Indice sulla tutela del diritto di proprietà 2020
International Property Rights Index 2020, l’Italia bocciata sulla tutela del suo Made in Italy - Sputnik Italia
Indice sulla tutela del diritto di proprietà 2020

Inoltre, dove la parità tra i sessi e gli individui non è pienamente raggiunta vengono rallentati i processi di innovazione e sviluppo. Il problema deve essere affrontato in modo prioritario sostengono gli esperti di Competere.eu insieme alle potenziali conseguenze della pandemia Covid-19.
La premessa all’Indice della curatrice Sary Levy-Carciente mette l’accento anche sulla necessità di rafforzare la tutela dei diritti di proprietà durante eventi emergenziali come la pandemia. I governi devono lavorare per garantire che la proprietà sia difesa – si pensi anche alla necessità di produrre vaccini e nuove terapie – per far sì che la ripresa economica e sociale sia ancora più forte.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала