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Fumata nera del governo: slitta la nomina del commissario per la sanità in Calabria

© Foto : Filippo AttiliIl ministro della Salute Roberto Speranza durante l'incontro con le parti sociali per un confronto sui progetti di rilancio del Paese
Il ministro della Salute Roberto Speranza durante l'incontro con le parti sociali per un confronto sui progetti di rilancio del Paese - Sputnik Italia
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Bruciate le possibili nomine di Narciso Mostarda, dirigente medico Asl Roma, e del prefetto Luigi Varratta, la regione resta senza un commissario in piena emergenza Covid.

Il lungo Consiglio dei Ministri di martedì sera si è concluso a notte inoltrata senza alcuna decisione sulla nomina di commissario per la sanità in Calabria. Un rompicapo che il governo non riesce a risolvere e, dopo un'iniziale convergenza sul nome di Narciso Mostarda, non si arriva ad un accordo ed è fumata nera. 

La designazione sarà nuovamente rinviata al prossimo tavolo dei ministri. 

Nel corso del consiglio, sembrava ormai certa la nomina di Mostarda, medico dirigente dell'Asl 6 di Roma, un incarico che avrebbe posto fine all'impasse del governo e riempito il posto lasciato vacante alla sanità calabrese dal 7 novembre, giorno delle dimissioni del commissario Saverio Cotticelli. 

L'altro nome tirato in ballo nel corso della discussione dei ministri è quello di Luigi Varratta, con un'esperienza in Calabria da prefetto di Crotone e Reggio Calabria, dal 2008 al 2012, quando nel marzo dello stesso anno è stato trasferito a Firenze. 

Il caos sanitario in Calabria

La regione Calabria, designata zona rossa per le drammatiche situazioni in cui versa il sistema sanitario regionale, da 11 anni sotto commissariamento, versa in un vero e proprio caos dopo le dimissioni di Saverio Cotticelli, commissario alla sanità designato dal 2018 che ha rassegnato le dimissioni il 7 novembre scorso dopo quella che ha definito come un'"imboscata" giornalistica.

Catanzaro, Italia - Sputnik Italia
Sanità in Calabria, Gioffrè: “La nomina di Gaudio e Strada non era la soluzione definitiva”
La bufera è proseguita con il suo successore, Giuseppe Zuccatelli, immediatamente finito nell'occhio del ciclone per un vecchio video risalente allo scorso inverno, in cui minimizzava sulla mascherina e sul contagio da Covid-19. A una settimana dalla sua designazione Zuccatelli ha rinunciato all'incarico dopo un colloquio con il ministro Speranza. 

A quella di Zuccatelli segue l'ipotesi di un tandem Gaudio-Strada, ma l'ex rettore della Sapienza si dimette immediatamente per motivi personali, adducendo come ragione la contrarietà della moglie a trasferirsi a Catanzaro, mentre sfuma l'ipotetico incarico di Gino Strada, che però accetta di intervenire in Calabria con Emergency a sostegno della protezione civile.

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