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Covid-19, Guerra (Oms): “La curva dei contagi rallenta, ma servono altri 15 giorni di disciplina”

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaL'edificio OMS a Ginevra
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E “ci vorrà del tempo prima che il numero dei morti cali”, ha avvertito il direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità commentando i dati.

Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms e membro del Comitato tecnico scientifico, ammonisce sul cantare vittoria sul superamento del picco dei contagi nella seconda ondata di coronavirus in Italia. Serve cautela e ancora altra attenzione nel rispetto delle misure, e soprattutto niente aperture improvvise che potrebbero causare una recrudescenza.

“Calma – avverte quando sulle pagine della Repubblica gli si chiede se il picco è passato - I casi stanno decelerando, ma la curva non ha iniziato a scendere. Servono molti ‘se’ prima di vedere un calo dei contagi nei prossimi giorni. Se continuiamo a gestire la situazione come negli ultimi 15 giorni e mantenere la disciplina, se evitiamo di fare gli scemi come in estate e se permane la pace politica e amministrativa raggiunta tra i vari livelli dell’ordinamento, vedremo presto la flessione della curva”.

Tanti morti come in primavera

Sull’aumento dei decessi, che hanno raggiunto già i livelli della primavera, Guerra spiega che “i morti di oggi sono il riflesso dei contagi di dieci giorni fa. Ci vorrà tempo prima che il loro numero cali. Poi potremo iniziare a parlare di riapertura”.

Secondo il direttore aggiunto dell’Oms  è vero che “sui decessi siamo quasi al livello della primavera, ma a fronte di contagi molto più numerosi. Quindi sì, la letalità è nettamente diminuita. Sappiamo trattare meglio i malati anche se non abbiamo una cura decisiva”.

E tra i fattori di questa ondata così virulenta potrebbe esserci la mutazione D614G: “È stata probabilmente la causa della violenza della seconda ondata. Il coronavirus mutato si trasmette a una rapidità che ci lascia attoniti. La mutazione a febbraio si stava affacciando in Italia. Ora è diventata prevalente proprio perché offre al virus un vantaggio competitivo, con la sua velocità di propagazione”.

Natale senza cenoni

Per Guerra deve passare un messaggio molto chiaro sulla polemica per le feste natalizie sacrificate: “Natale con i tuoi, e capodanno pure. Non possiamo sacrificare ancora una volta i risultati ottenuti con sangue, sudore e lacrime”.

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