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Impianti sciistici chiusi per Natale, Zaia: “Se lo sarà per noi, lo sia per tutta Europa”

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Il governatore del Veneto propone la sua ricetta per aprire le piste e non fermare il turismo invernale. Il governo, intanto, tratta con l’Ue.

Se gli impianti sciistici italiani dovranno rimanere chiusi per Natale a causa dell’emergenza coronavirus, allora così dovrà essere anche per gli altri Paesi europei. È l’avvertimento del presidente della Regione Veneto Luca Zaia dalle pagine del Corriere della Sera. Nell’intervista il governatore espone il suo piano per tenere sotto controllo i contagi durante le festività natalizie. E nello stesso tempo il governo Conte fa pressioni sull’Unione europea affinché ci siano regole comuni per le vacanze invernali.

“Io penso che prendere una decisione oggi sia prematuro. Stiamo assistendo a un rallentamento della curva dei contagi ed è una buona cosa. Ma bisogna valutare la situazione giorno per giorno”, ha detto Zaia.

© AFP 2021 / Giuseppe GigliaLuca Zaia
Impianti sciistici chiusi per Natale, Zaia: “Se lo sarà per noi, lo sia per tutta Europa” - Sputnik Italia
Luca Zaia

Il governatore del Veneto detta le sue condizioni in caso di chiusura, sono tre: “Va fatta una comunicazione chiara, seria, non catastrofista. Perché bloccare lo sci non significa chiudere tutto. Non poter sciare a Cortina, per esempio, non vuol dire non poter visitare Venezia. Stiamo attenti ai messaggi sbagliati”.

La seconda condizione è che “se le piste devono rimanere chiuse ciò valga per tutta l’Europa. Non si può vietare lo sci in Alto Adige e consentirlo in Carinzia. Sarebbe una presa in giro inaccettabile”.

“E infine i ristori. Questo è il nodo più rilevante. Al momento sono previsti solo per chi opera nelle zone rosse. Il provvedimento sulle stazioni sciistiche verrebbe adottato anche per le zone gialle (come il Veneto) dove non sono contemplati i ristori. Oltre al danno, la beffa”.

Il piano del Veneto

“I nostri tecnici hanno stilato un documento con le prescrizioni che se adottate e seguite con scrupolo possono consentire l’avvio regolare della stagione sciistica. Adesso sottoporremo le nostre linee guida alla valutazione del Comitato tecnico scientifico. Spero che ci sia un confronto serrato, di merito, e non pregiudiziale”, ha detto ancora Zaia in merito alla strategia da seguire.

Il piano europeo

Il governo Conte sta trattando con Bruxelles in vista del Natale per un’intesa europea che consenta uno stop della ripresa delle attività a livello di Unione.

L’obiettivo è vietare le vacanze sulla neve a livello europeo in modo da non sviluppare una concorrenza sleale tra regioni alpine e discriminazioni nei confronti di chi è costretto a chiudere per le regole nazionali.

In Francia si attendono altri 10 giorni per decidere, controllando l’andamento della curva dei contagi, mentre in Germania l’apertura delle piste prevista a metà novembre è stata rinviata. In Svizzera, invece, gli impianti sono già aperti ma non è consentito l’ingresso dalle regioni definite zona rossa, come la vicina Lombardia. Non è ancora chiaro se i test di massa in Austria consentiranno la riapertura dopo lo screening nazionale dei contagi. E lo spettro principale per gli impianti italiani resta quello delle località slovene, che con tutta probabilità riapriranno già a inizio dicembre.

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