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Enel, apre un “decennio di opportunità” e addio al carbone già nel 2027

© Foto : forita da Evgeny UtkinFrancesco Starace, Ceo di Enel
Francesco Starace, Ceo di Enel - Sputnik Italia
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L’amministratore delegato ha presentato il piano strategico della vision al 2030 che prevede di mobilitare investimenti per 190 milioni.

Dal 2021 al 2030 per Enel si apre un “decennio pieno di opportunità", in cui la società punta a accelerare sulla riduzione dei combustibili fossili, cancellandoli dal suo mix tre anni prima del previsto, un decennio in cui la compagnia diretta da Francesco Starace punta a mobilitare "190 milioni di investimenti".

L’amministratore delegato ha illustrato al mercato il nuovo piano strategico della vision di Enel fatto di transizione energetica con le rinnovabili, elettrificazione e creazione di “un significativo valore condiviso per tutti gli stakeholder, oltre che un interessante rendimento per gli azionisti nel tempo”.

La vision 2030

Secondo l’ad di Enel "per realizzare questa vision possiamo contare sulla nostra chiara leadership nel settore delle utility”.

Enel, infatti, secondo Starace “in qualità di Super Major nel campo delle rinnovabili, gestisce il più grande portafoglio di generazione privato a livello mondiale”.

La società ha a sua disposizione “un sistema globale di reti senza pari, che grazie al modello operativo platform-based genera miglioramenti qualitativi, di resilienza, efficienza e flessibilità”.

L’ultimo elemento di eccellenza per Starace è poter “contare sulla più grande base clienti a livello mondiale a cui, tramite le nostre piattaforme di business, offriamo servizi innovativi e offerte integrate".

La transizione verde

L'obiettivo della società è diventare inoltre assoluta protagonista delle energie rinnovabili a livello mondiale.

"La nostra ambizione è di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leadership triplicando la capacità totale da rinnovabili arrivando a 145 Gw dai 49 di oggi. Questo permetterà di aumentare la quota di mercato dal 2,5% attuale della base installata annua per arrivare a superare il 4% nel 2030".

E questo percorso registrerà un’accelerazione decisiva nella decarbonizzazione. "Abbiamo ulteriormente rivalutato la nostra strategia di uscita dal carbone. Pensiamo – ha annunciato l'ad – di uscire al 2027 e non nel 2030 come comunicato lo scorso anno, quindi con un anticipo di tre anni. Sarà quindi accelerato il processo di dismissione del carbone con una quota di produzione dal carbone che scende al 7% nel 2020 rispetto al 28% nel 2017".

Recovery Fund, arriverà ma più tardi

Starace ha anche speso parole a favore del Recovery Fund, sottolineando che  "quello che potrebbe accadere è che le cose potrebbero andare avanti un pò più lentamente rispetto ai nostri desideri, perché c'è una viscosità intrinseca nel processo di autorizzazione che ancora disciplina questo processo, nonostante tutte le buone intenzioni”.

“Questo è il rischio, non tanto che non ci vengano erogati fondi, ma che le cose vadano un più lentamente di quanto noi abbiamo anticipato. Non riteniamo che ci sia il rischio che a noi non vengano poi erogati questi contributi".

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