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Star Trek: Il nuovo capitano della Discovery arruolato da un vero istituto di ricerche aliene

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Navicella spaziale - Sputnik Italia
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L’Istituto METI di San Francisco, specializzato in studi scientifici per il contatto con civiltà aliene, ha voluto nel suo consiglio di amministrazione Anson Mount, il nuovo comandante dell’astronave Discovery della serie Star Trek.

Un po’ di confusione? Niente affatto, lo stesso attore e il capo dell’istituto spiegano a Sputnik come è andata.

Il Capitano Pike, che nella seconda stagione della serie ‘Star Trek: Discovery’ si trova a dover indagare su strani segnali ricevuti dalla Flotta stellare, nella vita reale è il 47enne attore statunitense Anson Mount che, per una sorta di legge del contrappasso, si troverà a partecipare ad altrettanto ‘strani’ segnali che dalla Terra verranno piuttosto inviati verso altri mondi.

Proprio di questo si occupa il METI International (Message to Extraterrestrial Intelligence), l’organizzazione di ricerca senza scopo di lucro di San Francisco che crea e trasmette messaggi interstellari per la ricerca di civiltà extraterrestri, fondata nel 2015 dall’astrobiologo Douglas Vakoch.

Il METI fa il lavoro esatto e contrario dei grandi osservatori radio – invece di perlustrare il cosmo alla ricerca di segnali provenienti da possibili civiltà aliene, invia segnali nella speranza che queste li possano cogliere. Attività che secondo il famoso cosmologo britannico Stephen Hawking sarebbe piuttosto pericolosa, perché “non sai mai chi trovi dall’altra parte”, cosa per altro che proprio la serie cult di Star Trek suggerirebbe. Anson Mount e Douglas Vakoch tendono invece a vederla in modo ottimistico.

“Sono un campeggiatore”, ha detto l’attore a Sputnik, “Penso che riconnettersi regolarmente con la natura sia importante per il nostro rapporto con noi stessi. Qualche tempo fa mi sono reso conto che una delle cose che preferisco della nostra specie umana è il nostro bisogno di riunirci intorno al fuoco e raccontare le nostre storie, poi ascoltare come gli altri raccontano le loro. Una persona vicina, la nostra straordinaria curiosità, la necessità di oltrepassare il cerchio di luce del fuoco per vedere cosa c'è oltre. La curiosità supera anche i nostri istinti più elementari di paura, rabbia ed egoismo. Potrebbe risultare che una tale qualità sia estremamente rara nell'Universo, ma ne dubito fortemente. Quindi immagino che quello che sto postulando sia che l'esplorazione siano una qualità fondamentale per la vita stessa”.

Della stessa opinione il fondatore del METI che, partendo dal presupposto che confronto, esplorazione e conoscenza debbano essere istinti primari delle civiltà evolute, non teme affatto i potenziali contatti con gli alieni ed anzi vi impegna tutta la sua ricerca.

Ma come si è arrivati a questa strana alleanza tra scienza e fiction fantascientifica?

Sputnik ha posto la domanda ai due protagonisti, che hanno spiegato come il tutto sia nato un po’ per curiosità, un po’ per caso, ma che alla fine ci sia stato un concreto e ponderato interesse e vantaggio reciproco a consolidare l’alleanza.

Mount aveva scoperto l'esistenza di questo istituto nel 2017 attraverso un articolo sul "New York Times" in cui ne veniva spiegato il lavoro. Dato che l'attore conduce una serie di podcast con un amico, aveva deciso di invitare Vakoch per un'intervista. Da lì era iniziata la collaborazione. Da una parte l’interesse di Mount per il campo scientifico su cui si ispira il suo lavoro di finzione fantascientifica, dall’altra l’interesse di Vakoch a sfruttare la curiosità che la fantascienza ispira e che può indirizzare i giovani alla scienza vera e propria.

"Quando Anson mi ha intervistato per il suo podcast”, ha detto a Sputnik Vakoch, “sono rimasto colpito dal suo impegno e le sue motivazioni. È facile perdersi nei dettagli tecnici di come cerchiamo di stabilire un contatto iniziale inviando segnali radio a stelle specifiche, ma Anson ha capito questo e molto altro ancora".

Così un anno dopo, Vakoch ha invitato l'attore a entrare a far parte del consiglio di amministrazione di Meti. Mount ha raccontato così la sua sorpresa a Sputnik: “La mia prima domanda è stata: ti rendi conto che sono un attore, sì?”.

La missione dell’attore Anson Mount nella vita reale, non sarà quindi molto differente da quella del Capitano Pike, il suo personaggio nella finzione – indagare su strani messaggi diffusi nel cosmo per dare una risposta all’infinta curiosità umana e stimolarne ancora di più nelle nuove generazioni.

“Se riusciremo ad attirare l'attenzione della comunità di Star Trek su di noi, scopriranno che qui a METI stiamo gettando le basi per il contatto intergalattico che la fantascienza ha immaginato per così tanto tempo", spiega Vakoch “La maggior parte delle persone che conosco sono state fan della fantascienza fin dall'infanzia. METI avrà bisogno di scienziati per molte generazioni. Si spera che, grazie alla portata di Anson, saremo in grado di ispirare una nuova generazione di scienziati".
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