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Covid, Speranza: "Situazione seria, ma il vaccino non sarà obbligatorio"

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Ministro della Salute, Roberto Speranza
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza - Sputnik Italia
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Il ministro della Salute, a Che Tempo che Fa su Rai 3, conta di raggiungere l'immunità di gregge con una campagna di persuasione.

L'idea è quella di partire senza rendere obbligatorio il vaccino anti-Covid quando arriverà in Italia. Lo ha detto ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di Fabio Fazio su Rai 3 a Che Tempo che Fa. Il tentativo sarà quello di raggiungere l'immunità di gregge con una massiccia campagna di persuasione. Nel caso in cui non dovesse funzionare "si valuterà".   

"Penso che con una campagna vera possiamo provare a raggiungere l'immunità di gregge senza partire dalla obbligatorietà ma è una valutazione che faremo nel corso dei mesi", ha detto Speranza. 

Il vaccino Pfizer sarà il primo ad arrivare in Italia e "ci sono tutte le condizioni per gestire la catena del freddo".

La situazione resta "molto seria" e solo domenica "quasi 600 persone hanno perso la vita ed i casi sono ancora tanti. Al contempo però Rt è sceso e i nostri tecnici pensano possa scendere ulteriormente nei prossimi giorni". Questi risultati "sono ancora i primissimi effetti delle misure prese e non sono ancora sufficienti. Abbiamo ancora numeri imponenti e non possiamo abbassare la guardia".

Terapie intensive

Il ministro spiega che rispetto a marzo il SSN sta reggendo ma sulle terapie intensive c'è una forte pressione. 

"Possiamo evitare il lockdown generale perché il Paese si è dotato di più posti letto ma questo non significa che possiamo affrontare una nuova impennata. Guai a sottovalutare la situazione ma il paese è certamente più forte di quanto lo era a marzo", prosegue Speranza.

Zone rosse

Per le zone rosse il ministro ribadisce la linea di "massima cautela". 

"È comprensibile che un territorio voglia uscire dalla zona rossa ma ci vuole prudenza. Le misure stanno dando i primi risultati ma abbiamo bisogno di discutere con gli scienziati ed i tecnici. Io lavoro con tutti i presidenti di regione senza distinzione politica e dico no alle polemiche", sottolinea.

Nei prossimi giorni il ministro della Salute si riunirà con il Cts per valutare i numeri delle regioni sottoposte a maggiori restrizioni.

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