Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Confcommercio Toscana annuncia lo sciopero fiscale, Marinoni: “Non abbiamo alternative”

Seguici su
La presidente di Confcommercio Toscana, Anna Lapini, ha comunicato nei giorni scorsi al presidente della confederazione nazionale del terziario, Carlo Sangalli, che 50mila imprese toscane non pagheranno più tasse e imposte.

Interpellato da Sputnik Italia il direttore di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni, ha spiegato: “Abbiamo deciso per lo sciopero fiscale perché non abbiamo alternative. Non avendo più risorse, perché il capitale delle nostre imprese, del variegato mondo del commercio e dei servizi che rappresentiamo, è il lavoro, non la grande finanza, né le grandi liquidità, le attività preferiscono, ed è una scelta etica che io condivido al 100%, pagare i dipendenti e i fornitori, piuttosto che uno Stato che non ci rappresenta e non ci tutela”.

Uno Stato che ha dato prova di una “gestione schizofrenica” della pandemia di Covid-19, secondo Marinoni.

“Prima si invitano i pubblici esercizi ad attrezzarsi, i ristoranti a predisporre divisori in plexiglass, a ridimensionare il numero e la forma dei tavoli, per rispettare il distanziamento. Dopo che le attività hanno investito in tutto questo, viene detto chiudete alle 18, quando l’80% del fatturato si fa la sera, poi addirittura chiudete del tutto. E ancora si dice: alcuni negozi possono lavorare, altri no, sulla base della loro più o meno essenzialità. E allora si stabilisce che i negozi di calzature per bambini possono lavorare, ma quelli di calzature per adulti no. Che le calzature per bambino le può vendere il negozio a posto fisso, ma non le può vendere il banco al mercato che tratta lo stesso prodotto. Che la grande distribuzione può trattare certi beni che all’esercizio di vicinato non sono consentiti. Siamo alla schizofrenia. Siamo in mano a degli incompetenti”.  

- Quale è stata la risposta delle attività toscane alla vostra proposta di sciopero fiscale?

© ConfcommercioFranco Marinoni, direttore Confcommercio Toscana
Confcommercio Toscana annuncia lo sciopero fiscale, Marinoni: “Non abbiamo alternative” - Sputnik Italia
Franco Marinoni, direttore Confcommercio Toscana

E’ un appello che noi abbiamo fatto alle 50.000 attività che rappresentiamo in Toscana. Abbiamo raccolto migliaia di espressioni di solidarietà, non siamo mai stati tanto popolari tra la nostra base. Questa è la proposta della Confcommercio in nome e per conto delle 50.000 imprese toscane. Poi chi vuole, può pagare. La Confcommercio Toscana, nell’ambito della propria attività sindacale, lancia una proposta forte che autorizza le nostre imprese, nell’esercito di un diritto sancito e tutelato dalla costituzione, ad effettuare questo sciopero fiscale.

- I ristori sono arrivati?

I ristori sono innanzitutto di un’entità risibile.

La gente che non ha fatturato 30-40-50 mila euro vede arrivare 3.000, 4.000 euro. Come fanno ad affrontare le spese?.

Se fossimo un paese serio, solido economicamente come la Germania, che ha previsto un indennizzo pari al 75% di quanto incassato nello stesso mese dell’anno precedente, la gente starebbe volentieri a casa e parteciperebbe volentieri a quest’azione di prevenzione che ha finalità sanitarie, che noi non ci permettiamo minimamente di discutere.

Le forme di protesta consentite in questo momento sarebbero state due:

  • la disobbedienza civile, cioè stare aperti con una legge che ci dice di stare chiusi, ma non ce la siamo sentita, perché voleva dire assumersi la responsabilità, anche etica, magari di una ripresa dei contagi. Se chi ha l’autorità sanitaria per fare queste valutazioni ci dice di stare chiusi, noi non discutiamo assolutamente.
  • L’altra possibilità era lo sciopero fiscale, che è un legittimo diritto sancito e tutelato dalla costituzione. Non ci hanno lasciato altra alternativa.

- Cosa chiedete al governo?

Al governo chiediamo una sorta di cancellazione di tutta l’imposizione fiscale per questo anno terribile che è stato il 2020. Non abbiamo lavorato, sia perché ci hanno fatto star chiusi, sia perché quando abbiamo potuto riaprire l’abbiamo fatto con mille limitazioni, con gente spaventata che non si muoveva, con consumi crollati. Non abbiamo lavorato, e quindi non c’è di che pagare le tasse”.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала