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Vivendi promette battaglia sul "salva-Mediaset": "Ricorso alla Corte Ue"

© AP Photo / Antonio CalanniMediaset TV, Cologno Monzese
Mediaset TV, Cologno Monzese - Sputnik Italia
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Vincent Bollorè, primo azionista del gruppo Vivendi, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte e pubblicata dall'Huffington Post, promette di “fare ricorso alla Corte europea” per difendere “i propri diritti” contro l'emendamento che mette al riparo Mediaset dalle scalate da parte delle aziende straniere, votato nel dl Covid-19.

L’emendamento “salva-Mediaset” fa infuriare Vincent Bollorè, primo azionista del gruppo Vivendi, la società francese che si occupa di media e comunicazione, che detiene il 23,6 per cento di TIM e il 28,8 per cento della società della famiglia Berlusconi. Un’azienda italiana che il governo, con una misura inserita nel dl sul Covid-19, ha scelto di difendere da scalate straniere, equiparandola di fatto ad una società pubblica e strategica per l’interesse nazionale.

La decisione non piace al magnate d’Oltralpe che lo scorso 13 novembre ha inviato il suo altolà al premier Giuseppe Conte e ai ministri di Economia e Sviluppo Economico, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli. Non solo.

Il principale azionista di Vivendi promette di “fare ricorso alla Corte europea” per difendere “i propri diritti” contro il “comportamento discriminatorio” posto in essere dalla norma.

A svelare il testo della lettera è l’Huffington Post. Bollorè cita l’articolo 49 del Tfue sulla concorrenza. L’emendamento, in sintesi, ribalterebbe la pronuncia della Corte di Giustizia Ue, che lo scorso settembre aveva dichiarato “contrario al diritto dell’Unione” il divieto per Vivendi, stabilito da Agcom, di “acquisire il 28% del capitale di Mediaset”, perché, come ricordava Repubblica, la norma “non è idonea a conseguire l'obiettivo della tutela del pluralismo dell'informazione".

Con il provvedimento votato in Senato, al contrario, l’Agcom tornerebbe ad avere voce in capitolo sulle “scalate ai gruppi italiani”.

Insomma, mentre in Italia c’è chi evoca un nuovo patto del Nazareno, il finanziere francese chiama in causa Ursula Von Der Leyen. E così qualcuno prevede che la questione possa sfociare nell’ennesimo scontro diplomatico tra Roma e Parigi, visto che Bollorè, secondo la ricostruzione de La Stampa, è molto vicino al presidente francese, Emmanuel Macron.

I francesi, infatti, sarebbero spiazzati dal comportamento del governo, dopo, si legge sempre su La Stampa, le aperture sulla rete unica. Per ora il gruppo non si sbottona, ma secondo l’Huffington Post, nei prossimi giorni potrebbe arrivare da parte dell’amministratore delegato, Arnaud de Puyfontaine, la richiesta di un faccia a faccia con il premier Conte.

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