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Kosovo, presidente Hashim Thaci si dimette per affrontare accuse di crimini di guerra

© REUTERS / Laura Hasaniil presidente kosovaro Hashim Thaci
il presidente kosovaro Hashim Thaci - Sputnik Italia
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Il presidente del Kosovo Hashim Thaci si dimette per affrontare le accuse di crimini di guerra alla corte internazionale.

Hashim Thaci, il presidente del Kosovo, rassegna le proprie dimissioni per affrontare le accuse di crimini di guerra alla corte internazionale. 

Il presidente kosovaro così ha motivato la decisione di dimettersi:

"Al fine di proteggere l'integrità del Kosovo e con tutto il rispetto per la comunità internazionale, oggi mi dimetto dalla presidenza. Sono molto orgoglioso della responsabilità che mi è stata data. In queste nuove condizioni, esorto le forze politiche a stare attente e a non impantanarsi in una crisi istituzionale."

Nel corso della giornata di oggi erano state confermate le accuse contro il leader del Partito Democratico del Kosovo, Kadri Veseli.

Thaci ed i suoi ex collaboratori dell'Uck sono accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi tra il 1999 e il 2000.

Ci sono pochi dettagli sulle accuse contro Thaci. È noto solo che tutti gli 11 accusati (Tachi, Veseli e altri 9) ex comandanti dell'Uck sono accusati in totale di aver commesso circa 100 omicidi di serbi, albanesi, rom e rappresentanti di altre nazionalità. Tutti e 11 sono stati accusati lo scorso ​​24 aprile.

Tribunale speciale per indagare crimini di guerra nel Kosovo

Nel 2017 è stato istituito il Tribunale speciale per giudicare i crimini commessi dai separatisti albanesi dell'esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) durante il conflitto con le forze serbe del 1998-1999 e dopo il conflitto che si è concluso con i bombardamenti aerei della NATO contro la Serbia.

Il 17 febbraio 2008 le strutture legate alla comunità albanese del Kosovo hanno proclamato unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia. La repubblica autoproclamatasi non è riconosciuta da Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e molti altri Stati. Sotto la pressione di Bruxelles, nel 2011 la Serbia ha avviato i negoziati, mediati dall'UE, per la normalizzazione delle relazioni con Pristina.

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