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Nagorno-Karabakh, Putin: la Russia sta facendo tutto il possibile per porre fine al conflitto

© Sputnik . Iliya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaNagorno-Karabakh
Nagorno-Karabakh - Sputnik Italia
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La situazione nel Nagorno-Karabakh potrebbe essere risolta pacificamente, senza ricorrere alle armi, la Russia sta facendo tutto il possibile per porre fine al conflitto il prima possibile, è in contatto con Armenia e Azerbaigian e si aspetta di raggiungere risultati accettabili per tutti, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
"Sapete, la Russia sta facendo tutto quanto in suo potere per porre fine al conflitto nel Caucaso meridionale il prima possibile per salvare la vita di persone che si trovano da una e dall'altra parte, purtroppo si vedono ancora nel mirino delle mitragliatrici e dei fucili e usano le armi gli uni contro gli altri per raggiungere quegli obiettivi che, nella nostra profonda convinzione, potrebbero essere raggiunti durante un processo diplomatico di dialogo", ha detto Putin in una videoconferenza con i rappresentanti delle confessioni religiose in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale.

Ha sottolineato che la parte russa è "in contatto sia con l'Armenia che con l'Azerbaigian".

"Spero che riusciremo ad ottenere un risultato... su una base adatta a tutte le persone che vivono nella regione e di raggiungere questo obiettivo con mezzi pacifici", ha concluso il presidente russo.

Oggi il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev ha detto in un'intervista a La Repubblica che Baku era pronta a fermare la guerra in Nagorno-Karabakh a condizione che Yerevan s'impegni per il ritiro delle truppe dai territori occupati.

In precedenza il presidente russo Vladimir Putin aveva avuto colloqui telefonici con i leader di Armenia e Azerbaigian.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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