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Meloni all’attacco: “Se si chiude l’Italia è colpa del governo. Al voto nel 2021”

© AP Photo / Andrew MedichiniGeorgia Meloni
Georgia Meloni - Sputnik Italia
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La leader di Fratelli d’Italia in un’intervista a Repubblica boccia la strategia dell’esecutivo per affrontare la seconda ondata di coronavirus

La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni non le manda a dire e attacca il governo Conte sulla gestione della pandemia, sulle norme che sacrificano intere categorie e sull’ipotesi di nuovi lockdown nazionali.

Meloni, dalle colonne di Repubblica, lancia un monito: “L’Italia rischia di non reggere un nuovo lockdown, si muore di virus ma anche di povertà”, avverte, “la disperazione si tocca con mano” ed “è vergognoso che il premier definisca sacrificabili certe categorie: sacrificabili lo saranno per lui”.

Al voto nel 2021

Per la leader di Fdi bisogna continuare ad affrontare la crisi “ma appena messo il Paese in sicurezza, col contagio sotto controllo, si deve tornare subito alle urne”.

“Non si inventino altri governicchi di Palazzo con maggioranze improvvisate e premier trovati nell’uovo della prossima Pasqua. Devono essere gli italiani a scegliere da chi farsi guidare per ricostruire dopo la doppia calamità che si è abbattuta su di noi: il Covid e l’inconcludenza di questo governo”.

Fdi e le ipotesi di chiusura

Meloni auspica che il lockdown totale si possa evitare: “Io spero che non ci si arrivi. E abbiamo fatto decine di proposte per evitarlo. Perché si muore di tante cose. Di virus, certo, ma anche di povertà. L’epidemia va fermata assolutamente ma tutto quel che si può fare prima del lockdown lo si deve tentare”.

Fdi sostiene di aver proposto tante alternative al governo, perché “la soluzione non può essere chiudere i ristoranti alle 18 per decongestionare i mezzi pubblici. Ma è alle otto del mattino che devi evitare gli assembramenti, non alle 22”.

Le critiche all’esecutivo

Per Meloni il vero errore del governo è stato di non “aver fatto nulla nei mesi estivi per prevenire i contagi sui mezzi pubblici, nelle scuole, sui posti di lavoro e per potenziare la sanità alla vigilia di una seconda ondata più che annunciata”.

 

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