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Boicottaggio turco dei prodotti francesi: quali conseguenze per le parti?

© REUTERS / MURAD SEZERDemonstrators hold banners during a protest against France, in Istanbul,Turkey October 27, 2020
Demonstrators hold banners during a protest against France, in Istanbul,Turkey October 27, 2020 - Sputnik Italia
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Le relazioni tra Turchia e Francia, inaspritesi in passato a causa delle controversie in merito a questioni quali la situazione in Libia o nel Mediterraneo orientale, hanno registrato una escalation dopo la dichiarazione del presidente francese Macron relativamente alla necessità di creare nel Paese un “Islam illuminato”.

Il presidente turco Erdogan nel suo intervento di lunedì ha esortato a boicottare i prodotti francesi. Molti Paesi islamici stanno seguendo l’esempio turco criticando le autorità francesi e sostenendo l’iniziativa di Ankara.

A sua volta, Parigi ha fatto presente all’Unione europea la necessità di comminare sanzioni alla Turchia.

L’economista turca Meliha Okur nell’intervista rilasciata a Sputnik ha commentato la situazione delle relazioni economiche tra Turchia e Francia sullo sfondo delle attuali tensioni.

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L’esperta ha segnalato la costante presenza di controversie politiche tra i due Paesi nonostante il crescente aumento del fatturato reciproco e dei volumi di investimenti diretti tra gli anni ’90 e oggi: “Dagli anni 2000 abbiamo boicottato i prodotti francesi per ben 4 volte. Ma di fatto questo non ha dato alcun risultato e questa volta sarà lo stesso. Le tensioni diminuiranno, ci si dimenticherà di tutto e riprenderanno gli scambi commerciali”, sostiene.

Secondo l’economista, in un mondo globalizzato il boicottaggio è una decisione importante: “I Paesi e le alleanze sono legati a vicenda da accordi di libero scambio. Se si prende la decisione di boicottare un Paese, bisogna definire in maniera precisa i limiti di questo processo. In Turchia la difficoltà è che bisogna fare molta attenzione quando a decidere di boicottare la Francia è la Turchia, un Paese in cui più di 50.000 persone sono legate in un modo o nell’altro a capitali francesi”.

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In merito alle probabilità in futuro di trasformare il boicottaggio in embargo, Okur afferma: “Il Paese può annunciare un boicottaggio a livello della popolazione, ma se si trattasse di un embargo economico le autorità dovrebbero interrompere le forniture ufficiali. L’embargo costituisce un insieme di pesantissime sanzioni nei confronti dell’altro Paese. Mentre il boicottaggio è una misura temporanea legata all’equilibrio di domanda e offerta. Bisogna capire che un embargo può portare a gravissime conseguenze che colpiranno entrambe le parti”, sottolinea l’economista.

In merito alle posizioni assunte dall’UE relativamente alle tensioni tra Turchia e Francia, Okur osserva che l’attuale situazione ha dimostrato la necessità di Turchia ed Europa di verificare la sincerità dei propri rapporti bilaterali. “Il problema del Mediterraneo orientale, ad esempio, non è nato ieri, ma già da tempo la questione ostacola i rapporti tra Turchia e Paesi occidentali. Ma la contingenza attuale è sintomo del fatto che per Ankara e Bruxelles è giunto il momento di verificare la sincerità delle proprie relazioni”, conclude.
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