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Coldiretti, nella ristorazione vendite a -48% da inizio anno

© Filippo AttiliIl presidente Conte al Villaggio Contadino di Bologna organizzato da Coldiretti
Il presidente Conte al Villaggio Contadino di Bologna organizzato da Coldiretti - Sputnik Italia
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Coldiretti lancia l'allarme sull'effetto domino. La chiusura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie si riflette immediatamente sulle aziende agricole: vino, olio, formaggi, verdure, carne, pesce, restano invenduti.

“Le vendite di cibi e bevande nel settore della ristorazione sono praticamente dimezzate (-48%) nel corso dell’anno con un impatto drammatico a valanga sull’intera filiera, dai tavoli dei locali fino alle aziende agricole e alimentari nazionali.”

Questo quanto emerge da una elaborazione pubblicata da Coldiretti mercoledì 28 ottobre e basata su dati Ismea, nel giorno in cui la Fipe organizza una mobilitazione di piazza che coinvolge i ristoranti associati alla Federazione italiana pubblici esercizi.

Coldiretti mette in luce gli effetti delle chiusure sull’agroalimentare nazionale, poiché i settori sono tra loro strettamente legati.

“Il crack della ristorazione con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie ha un effetto negativo sull’intero agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre 9,6 miliardi per le mancate vendite di cibo e bevande” nell’anno della pandemia globale.

Prodotti agroalimentari danneggiati

Il crollo delle altre attività ha causato il tracollo della vendita di prodotti agroalimentari: vino, olio, carne, pesce, frutta, verdura, salumi, formaggi.

Tutti prodotti che “trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”, afferma Coldiretti.

I numeri della filiera interconnessa

Coldiretti spiega che “nell’attività di ristorazione sono coinvolte circa 330mila imprese tra bar, mense e ristoranti lungo la Penisola ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro”.

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