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Governo verso misure molto restrittive, ma no lockdown

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Verso ulteriori restrizioni alle attività commerciali di intrattenimento serale e di socializzazione. Ristoranti, bar, cinema, teatri, palestre, tutto chiuso o con orari molto ridotti.

Almeno per ora il lockdown e il coprifuoco nazionale sembrerebbero scongiurati. Il governo questa sera domenica 25 ottobre dovrebbe presentare il nuovo Dpcm con misure ulteriormente restrittive come bar e ristoranti chiusi alle 18.00 durante la settimana e chiusi del tutto nei festivi e nel fine settimana, consentita la ristorazione da asporto. Ma anche i luoghi della cultura dovrebbero chiudere come cinema e teatri.

In vero il Dpcm era atteso per ieri sera, ma le Regioni attraverso il tavolo di concertazione della Conferenza Stato Regioni, hanno fatto sentire forte la loro voce contro le misure più ferree che in realtà erano trapelate nei giorni scorsi. Misure ben più dure di quelle che questa sera potrebbe annunciare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine di un Consiglio dei ministri straordinario.

La richiesta delle regioni

In generale la richiesta delle regioni è stata quella di lasciare i bar e i ristoranti aperti fino alle 23 quelli con servizio al tavolo e alle ore 20 quelli con servizio al banco. Le Regioni chiedevano anche di lasciare teatri, cinema, palestre aperti e di consentire alle regioni e ai comuni di decidere zona per zona se chiudere o meno tali attività.

Sempre le Regioni avrebbero chiesto anche la didattica a distanza al 100% per scuole superiori e Università, nel tentativo di ridurre l’affollamento sui mezzi di trasporto ed evitare le occasioni di contagio nei plessi scolastici. Studenti e insegnanti si ribellano, però, a tale misura e trovano in questo una convergenza con il ministro Lucia Azzolina che non vuole che le scuola vengano chiuse.

Tutte le richieste delle Regioni sarebbero però state disattese, ignorate e si andrebbe quindi verso una stretta che porterebbe le città in una condizione di semi-lockdown con le attività di intrattenimento e di socializzazione serali, chiuse.

Scontri anche a Roma

Dopo gli scontri di Napoli davanti la sede della Regione Campania, ieri notte anche a Roma è divampata la guerriglia urbana con lancio di petardi e fumogeni contro la polizia.

Incendiati alcuni cassonetti e fermate alcune persone che hanno partecipato alle manifestazioni violente.

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