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Guerra (Oms): "Rivolte armate con il nuovo lockdown. Evitiamolo"

© Foto : Christian MangLe proteste contro le misure governative anti-Covid a Berlino
Le proteste contro le misure governative anti-Covid a Berlino - Sputnik Italia
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In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, il rappresentate dell'Oms in Italia ha delineato uno scenario inquietante e di estrema gravità sociale che il lockdown potrebbe provocare.

Il professor Ranieri Guerra, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della Sanità all'interno del Comitato tecnico scientifico messo in campo dal governo per contrastare l'epidemia di COVID-19, ha dichiarato in un'intervista al Fatto Quotidiano he il coprifuoco debba essere applicato per non essere costretti a ricorrere al blocco totale del Paese. 

Il lockdown “dobbiamo evitarlo perché provocherebbe rivolte armate. Le persone sono state sfinite dai tre mesi di lockdown", afferma. Il coprifuoco può essere "un palliativo per non chiudere tutto. Servono anche per limitare l’utilizzo di alcol e altre sostanze che rilassano i freni inibitori esponendo a rischi i giovani“, aggiunge.

Guerra attribuisce l'attuale impennata di contagi ad un generale rilassamento avvenuto negli scorsi mesi.

"Purtroppo poi in estate hanno abbassato troppo la guardia incoraggiate anche da colleghi che non capisco bene che lavoro facciano", afferma duramente. 

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Adesso l'emergenza non è solo sanitaria ma "bisogna fare anche una valutazione sullo stato di salute mentale di tutti e dei nostri figli!", osserva.

I rischi non sono dovuti solo alla trasmissione del coronavirus, l'Oms ha registrato un aumento di suicidi tra i giovani, non in Italia, l’aumento del consumo di bevande alcoliche tra le mura domestiche, aggiunge.

"Il lockdown del Paese è una misura pesante - prosegue Guerra - e ha ragione il premier Giuseppe Conte quando dice che non è l’Italia di marzo quella di oggi, le condizioni al di là del numero dei contagi sono diverse. E ha ragione anche sull’allineare i tre livelli amministrativi: Stato centrale, Regioni e enti locali. La capacità di decidere per aree e territori sarà sempre più fondamentale da qui in avanti“.

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