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Renzi, no al MES è ‘un danno per gli italiani’: ecco perché

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia
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Un danno per gli italiani il No al Mes di Giuseppe Conte. Questo il pensiero di Matteo Renzi ribadito anche nella consueta newsletter settimanale. Ma Conte ha già risposto.

“Dire ‘No al Mes’, come fanno da sempre Salvini e Meloni e come domenica ha fatto (sbagliando) anche il Presidente del Consiglio, è un errore politico e un danno per gli italiani”, questo il pensiero di Matteo Renzi ribadito anche nella sua newsletter settimanale recapitata ai suoi simpatizzanti e pubblicata sul sito del leader di Italia Viva.

“Se avessimo chiesto il MES per tempo, avremmo avuto personale sanitario in tutte le scuole, avremmo avuto più tamponi per i nostri ragazzi, avremmo permesso di pagare i privati per fare il trasporto scolastico perché chiudere la scuola è la più grave sconfitta istituzionale che una classe dirigente possa subire”, spiega Renzi che del sì al Mes ne ha fatto quasi una battaglia personale.

Tanto che il suo gruppo parlamentare ha costituito l’intergruppo parlamentare “MESsubito” in cui affluiscono tutti i parlamentari favorevoli allo strumenti di credito europeo.

Ma Conte ha già chiuso la porta al MES

Questa mattina Conte ha probabilmente chiuso la questione MES partecipando alla presentazione del libro di Bruno Vespa.

Conte ha detto che il MES è un debito da contrarre e che se servirà si aumenterà il deficit di bilancio, ma no al MES. Inoltre ha detto che su chi prenderà il MES ci sarà lo stigma dei mercati finanziari, rilanciando le parole del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Ma Zingaretti aveva già chiesto a Conte che l’argomento venga discusso in Parlamento perché non si può liquidare così.

Il tavolo politico con Conte e Zingaretti

Renzi rende anche noto che ci sarà il tavolo tecnico che aveva richiesto a Conte e Zingaretti per discutere e per “fare chiarezza sulle tante partite ancora aperte”.

Un tavolo che secondo Renzi ci sarà dopo gli Stati generali dei grillini dell’8 e 9 novembre, e che avrà come scopo “arrivare al 2023 con una visione”.

“Non si può solo essere contro Salvini, bisogna anche spiegare che cosa abbiamo in testa per l’Italia di domani”, ha concluso l’ex segretario del “pidielle”.

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