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Twitter permette agli utenti di condividere la controversa storia di Hunter Biden

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Twitter conferma che ora consentirà agli utenti di condividere link all'articolo del New York Post intitolato "Le e-mail di Hunter Biden rivelano come sfruttare i legami con suo padre per aumentare la retribuzione di Burisma".

Un portavoce della piattaforma di social media ha dichiarato al The Hill che i netizen possono ora condividere il link all’articolo perché “le informazioni una volta private, sono ora ampiamente disponibili sulla stampa e su altre piattaforme digitali”.

Questa scelta Twitter l’ha fatta giovedì sera, e dopo le reazioni dei repubblicani durate una giornata intera.

Il senatore Ted Cruz (R-TX) e il senatore Josh Hawley (R-MO) hanno inviato lettere sull’argomento rispettivamente al CEO di Twitter Jack Dorsey e alla Commissione elettorale federale.

Il presidente degli USA Donald Trump e il rappresentante Jim Jordan (R-OH), il membro del Comitato giudiziario della Camera, hanno espresso preoccupazione per la censura sui social media e hanno chiesto l’abrogazione della sezione 230 del Communications Decency Act del 1996, che protegge le piattaforme Internet dalla responsabilità legale per i contenuti di terzi, che tratta le piattaforme come distributori e non come editori di informazioni.

Dorsey mercoledì aveva criticato l’incapacità della sua azienda di non saper comunicare con le persone.

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Greta Thunberg si schiera a favore di Biden con un tweet

“La nostra comunicazione sulle nostre azioni riguardanti l’articolo del @nypost non è stata eccezionale”, aveva twittato Dorsey insieme all’annuncio sulla sicurezza di Twitter. Dorsey aveva ritenuto inaccettabile il comportamento della sua piattaforma per quanto riguarda il “blocco della condivisione di URL tramite tweet o DM senza giustificare il motivo per cui stiamo bloccando: inaccettabile”, aveva scritto.

La piattaforma in precedenza aveva affermato che l’articolo, che condivideva e-mail non censurate presumibilmente scambiate tra Hunter Biden e un uomo d’affari ucraino, violava la sua “Politica sui materiali hackerati”.

“Le politiche sono una guida dell’agire, ma le piattaforme non seguono le loro politiche”, aveva detto al New York Times Joan Donavan, direttore della ricerca presso lo Shorenstein Center on Media, Politics and Public Policy dell’Università di Harvard.

“Stanno semplicemente reagendo alla pressione dell’opinione pubblica e quindi saranno influenzabili da parte dei politici per un po’ di tempo”.

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