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Erdogan critica il Canada per lo stop alle vendite di tecnologia per droni alla Turchia

© Sputnik . Vladimir AstapkovichIl presidente turco Recep Tayyip Erdogan
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Secondo il capo di Stato turco, violano lo spirito d'alleanza dei due Paesi, entrambi membri della Nato.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato fermamente la decisione del Canada di interrompere l'esportazione di tecnologie per droni nel suo Paese in una recente conversazione telefonica con il primo ministro Justin Trudeau, suggerendo che questa mossa contraddice lo spirito di alleanza all'interno della Nato, ha fatto sapere la presidenza turca.

"Durante la telefonata il presidente Tayyip Erdogan ha detto che la sospensione del Canada dell'esportazione di alcuni beni militari in Turchia per il conflitto tra Azerbaigian e Armenia [...] è contraria allo spirito dell'alleanza", si afferma nel comunicato della presidenza turca.

Oltre a discutere le questioni di cooperazione dell'industria della difesa, i due leader hanno toccato le relazioni bilaterali e il commercio, si aggiunge nella nota.

Presunti droni turchi nel conflitto del Nagorno-Karabakh

La querelle tra Ankara e Ottawa sulla sospensione della vendita di tecnologie relative ai droni è iniziato dopo che il 5 ottobre il ministro degli Esteri canadese Francois-Philippe Champagne ha annunciato la suddetta decisione. L'ordine è arrivato alla luce di un rapporto del gruppo canadese di controllo degli armamenti Project Plowshares, secondo cui i video degli attacchi aerei nel Karabakh diffusi dal ministero della Difesa dell'Azerbaigian suggeriscono l'uso dei sistemi di imaging e targeting prodotti da una sussidiaria dell'azienda canadese L3Harris Tecnologie.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

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