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Giovane di 25 anni due volte ammalato di COVID-19, la seconda più grave

© Sputnik . Brian Smith / Vai alla galleria fotograficaCoronavirus negli USA
Coronavirus negli USA - Sputnik Italia
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Uno studio pubblicato su Lancet espone un caso avvenuto negli Usa che solleva dei dubbi sull'immunità di gregge per la possibilità di riammalarsi.

Uno studio documentato pubblicato sulla rivista scientifica Lancet espone il caso, ripreso dalla BBC, di un giovane del Nevada di 25 anni, contagiato di COVID-19 per due volte consecutive e a distanza di poche settimane. La seconda volta il paziente si è ammalato in forma più grave, mostrando sintomi per cui si è ritenuto necessario il ricovero. Questo caso suggerisce che una precedente esposizione a SARS-CoV-2 non garantisca l'immunità totale. Le reinfezioni, inoltre, potrebbero avere delle rilevanti implicazioni per lo sviluppo dei vaccini

A nurse holds a swabs and test tube kit to test people for COVID-19, the disease that is caused by the new coronavirus, at a drive through station set up in the parking lot of the Beaumont Hospital in Royal Oak, Mich., Monday, 16 March 2020. - Sputnik Italia
Uomo si ammala due volte di Covid-19 con sintomi differenti
Il 25enne è risultato per la prima volta positivo al SARS-COV-2 il 18 aprile 2020. In quella data il paziente presentava sintomi lievi da infezione virale (mal di gola, tosse, mal di testa, nausea e diarrea) risolti con l'isolamento domiciliare. Il 27 aprile il 25enne era negativo al tampone. A fine maggio il giovane ha presentato nuovamente sintomi virali, ma di maggiore intensità, che lo hanno portato in data 31 maggio a recarsi al pronto soccorso con febbre, cefalea, vertigini, tosse, nausea e diarrea. Dimesso dal reparto urgenze, dopo 5 giorni il paziente ha manifestato problemi respiratori che lo hanno costretto al ricovero ospedaliero, dove gli è stato somministrato l'ossigeno. 

Dall'analisi genomica del virus SARS-CoV-2, sono emerse differenze geneticamente significative tra ciascuna variante associata a ciascun caso di infezione, che ha portato ad escludere la possibilità di una recidiva del primo contagio. La seconda infezione era sintomaticamente più grave della prima.

"I nostri risultati segnalano che una precedente infezione potrebbe non proteggere necessariamente da future infezioni", ha detto il dott. Mark Pandori, dell'Università del Nevada, citato dalla BBC, precisando che chi si è già ammalato di COVID-19 dovrà continuare ad usare le precauzioni anti-contagio per evitare di ammalarsi di nuovo. 

Casi precedenti di pazienti positivi per la seconda volta erano già stati segnalati ad Hong Kong e nei Paesi Bassi, ma il secondo contagio era stato più grave del primo. In Ecuador c'era stato un caso analogo, ma i sintomi del paziente non erano tali da necessitare l'ospedalizzazione.

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