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Conte da Assisi sulla pandemia: non l’abbiamo sconfitta ancora

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa conclusiva di "Progettiamo il Rilancio"
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa conclusiva di Progettiamo il Rilancio - Sputnik Italia
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Giuseppe Conte da Assisi richiama l'Italia all'unità e alla solidarietà, ricordando come durante la pandemia gli italiani hanno riscoperto la vicinanza e l'essere una comunità.

La pandemia ci ha “reso coscienti del valore della relazione, della cura”, ha detto il premier Conte da Assisi dove ha partecipato alle celebrazioni in onore di San Francesco d’Assisi.

Siamo fratelli tutti, come scrive il Papa”, dice Conte affermando che gli italiani hanno compreso ciò passando “dalla crisi sanitaria che si è trasformata inevitabilmente in crisi economica e sociale”.

L’Italia ha “sperimentato una solidarietà diffusa, piccoli e grandi gesti di altruismo, hanno mostrato quanto l’altro, il nostro vicino, anche se sconosciuto, interpelli le nostre coscienze, soprattutto nel momento del bisogno”, dice Giuseppe Conte.

“Ci siamo tutti sentiti parte di un comune destino”, dice Conte.

Ciò che conta nella vita

La riflessione del premier si fa profonda quando afferma che “la drammatica crisi sanitaria, causata dall’epidemia da covid-19, ci sta riproponendo interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte. I mesi difficili della pandemia ci portano a ripensare a ciò che veramente conta nella vita”.

Un nemico non ancora battuto

“Siamo consapevoli – aggiunge Conte – che il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci di non poter però disperdere tutti i risultati fin qui raggiunti a prezzo di molti sacrifici”, ha ricordato il presidente del Consiglio da Assisi dove ha partecipato alla festa del Patrono d’Italia.

L’Italia, prosegue Conte, faticosamente sta uscendo dalla pandemia, ma la sua uscita “dovrà essere una comunità rigenerata” e non che vuol tornare al passato.

“Siamo chiamati a volgere lo sguardo al futuro, abbracciando con coraggio una prospettiva di rinascita”, aggiunge ancora il premier.
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