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Vaccino antinfluenza, medici lanciano allarme: poche dosi a disposizione

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Vaccino antiinfluenzale - Sputnik Italia
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Vaccino antinfluenzale è emergenza dosi in Italia, mancano le dosi rispetto alla popolazione da vaccinare. I medici di famiglia informano che quest'anno c'è stato boom di richiedenti.

Tempo di vaccino contro l’influenza e come ogni anno si ripresenta la ritrosia di molti a sottoporsi al vaccino che protegge contro l’influenza comune.

Quest’anno, poi, l’emergenza sanitaria scatenata a inizio anno dalla pandemia da covid-19 richiederebbe una maggiore copertura vaccinale per evitare che nei mesi del picco stagionale dell’influenza, si presentino in ospedale situazioni di congestione e di alta emergenza.

Non solo ritrosia a farsi il vaccino, quest’anno si aggiunge anche il problema della scarsità dei vaccini che viene giudicata allarmante.

Alle Regioni stanno arrivando, con ampio ritardo rispetto alle aspettative dei presidenti di regione, 17,8 milioni di dosi che serviranno a malapena a vaccinare 1 italiano su 3.

In Italia siamo in 60 milioni e da più parti si è fortemente raccomandato di vaccinare anche i più piccoli, quindi si rischia la non copertura.

Lo sforzo delle Regioni il problema delle farmacie

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato che le regioni “hanno fatto uno sforzo enorme che è consistito in un aumento del 70% delle dosi di vaccino antinfluenzale rispetto all’anno scorso”, riporta il Quotidiano.net.

Il problema sarebbero però le farmacie, le quali non hanno trovato sul mercato un numero sufficiente di dosi. Su questo aspetto si sta cercando di trovare una soluzione a più alto livello per garantire una capillare disponibilità del vaccino ovunque.

Domanda di vaccinazione cresciuta

I medici di famiglia hanno fatto sapere che quest’anno i pazienti che hanno richiesto di vaccinarsi sono aumentati all’80-90% rispetto al 2019.

La forte domanda di vaccino mal si sposa con l’esigua disponibilità delle Regioni e va quindi trovata una soluzione, perché bisogna assolutamente scongiurare il sovraccarico del Sistema sanitario nazionale e in particolare dei pronto soccorso.

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