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Nagorno-Karabakh, Putin, Trump e Macron: chiediamo il cessate il fuoco

© Sputnik . Sergey GuneevIl presidente russo Vladimir Putin e il Presidente francese Emmanuel Macron alla Conferenza internazionale sulla Libia a Berlino
Il presidente russo Vladimir Putin e il Presidente francese Emmanuel Macron alla Conferenza internazionale sulla Libia a Berlino - Sputnik Italia
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Il presidente russo, Vladimir Putin, quello americano, Donald Trump, e quello francese, Emmanuel Macron, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in quale chiedono che l'Azerbaigian e l'Armenia impongano un cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh.

I leader della Federazione Russa, degli Stati Uniti e della Francia condannano con la massima fermezza l'escalation della violenza in Nagorno-Karabakh.

La dichiarazione corrispondente del presidente russo Vladimir Putin, del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del presidente francese Emmanuel Macron è citata dal servizio stampa del Cremlino.

"Il Presidente della Federazione Russa, il Presidente degli Stati Uniti d'America e il Presidente della Repubblica francese, in rappresentanza dei paesi copresidenti del Gruppo di Minsk dell'OSCE, condannano fermamente l'escalation di violenza sulla linea di contatto nella zona di conflitto del Nagorno-Karabakh", si legge nel comunicato.

I leader hanno inoltre chiesto la fine immediata delle operazioni militari.

"Chiediamo una cessazione immediata delle ostilità tra le forze armate delle parti coinvolte", si afferma nella dichiarazione.

I leader di Federazione Russa, Stati Uniti e Francia hanno espresso cordoglio per le vittime ed hanno porto le condoglianze alle famiglie delle persone uccise e ferite nel Nagorno-Karabakh.

"Piangiamo le vittime e porgiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle persone uccise e ferite", si legge nel comunicato.

A sua volta il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha contestato gli appelli del Gruppo di Minsk dell'Osce per la tregua, sostenendo che dovrebbero pretendere dall'Armenia la fine della sua "occupazione" della regione del Nagorno-Karabakh.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata domenica, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto.

L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa

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