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Epatite C, lo stop agli screening a causa del Covid-19 potrebbe causare 7mila morti tra 5 anni

© Foto : RDIFProduzione del vaccino russo contro il coronavirus
Produzione del vaccino russo contro il coronavirus - Sputnik Italia
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Lo screening sull'epatite C nel 2020 è stato fortemente rallentato dalla pandemia. Solo 20mila le persone rilevate contro le quasi 200mila del 2019. Gli epatologi e infettivologi chiedono test congiunti covid-epatite C.

La pandemia non ha fermato o rallentato solo le attività economiche ma ostacolato i controlli medici e gli screening delle persone per una pluralità di patologie anche molto gravi.

Ora a lanciare l’allarme sono i gastroenterologi, gli internisti, gli epatologi e gli infettivologi, in riferimento agli screening della popolazione per il rilevamento dell’epatite C.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Dire, gli effetti del rallentamento dello screening verificatosi quest’anno, e il conseguente ritardo nelle cure, li vedremo tra cinque anni, quando potrebbero morire 7mila persone a causa di cirrosi da HCV non diagnosticata nei tempi.

Una strategia per far ripartire lo screening dell’epatite C

Gli esperti oltre a lanciare l’allarme consigliano anche un rimedio efficace che potrebbe aiutare il sistema sanitario nazionale a scoprire i nuovi casi di epatite C, ovvero associando ai test per il covid-19 quelli per l’epatite C.

La strategia servirebbe a far emergere il sommerso che quest’anno non è venuto a galla a causa del forte rallentamento degli screening in tutta Italia.

L’epatite C si può debellare

Grazie ai nuovi farmaci ad azione diretta (DAA), il virus può essere ucciso ed eliminato in modo definitivo dal corpo umano.

Una conquista della medicina che ha convinto l’OMS a fissare un obiettivo di eradicazione totale dell’epatite C entro il 2030.

Purtroppo la pandemia rischia di ritardare questo importante obiettivo se gli screening non riprenderanno al più presto allo stesso ritmo del 2019, quando furono 193.815 le persone avviate al trattamento farmacologico.

Quest’anno siamo fermi a solo 20mila persone avviate al trattamento, da qui l’allarme e l’invito a riprendere gli screening, magari associandolo al test per il rilevamento del covid-19.

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