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Conte esclude lockdown generale in Italia, al massimo chiusure selettive

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo Attili Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa sul DL Semplificazioni
 Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa sul DL Semplificazioni - Sputnik Italia
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Nessun lockdown generale in Italia, il sistema sanitario regge e le misure poste in atto pongono il Bel Paese in una posizione migliore di altre nazioni europee. Possibili chiusure localizzate.

Mentre in Europa alcuni paesi come la Francia, la Spagna e il Regno Unito applicano nuove e più pesanti restrizioni per la diffusione allarmante del nuovo coronavirus nei rispettivi territori nazionali, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per l’Italia esclude la possibilità del lockdown totale.

“Oggi la situazione in Italia è sicuramente migliore rispetto ad altri Paesi europei, e siamo più preparati ad affrontare una eventuale recrudescenza della diffusione del virus”, dice Conte intervistato dal quotidiano La Stampa.

Saranno possibili, però, delle chiusure selettive e locali come nel comune di Orune in Sardegna per scongiurare che piccoli focolai possano espandersi a territori più ampi.

Conte chiede a tutti di “mantenere un atteggiamento prudente per non vanificare gli sforzi e i sacrifici fatti finora” e lancia ancora una volta un appello ai giovani affinché non abbassino la guardia neppure loro nel rispetto della personale salute e di quella altrui.

L’Italia e il futuro

Per quanto riguarda il futuro dell’Italia Conte pensa a “dove sarà l’Italia nel 2023”, lasciando intendere che questa legislatura si chiuderà a scadenza naturale e che sono ora concentrati sugli “investimenti, le riforme e i progetti” da mettere in campo per gettare quelle basi necessaria “per rendere il Paese più veloce, più moderno, più verde, più digitale”.

Non pensa a secondi mandati e aggiunge: “non concorro ad altri incarichi”.

Ciò che per Giuseppe Conte è importante è riuscire “a ridurre disuguaglianze e divari territoriali”, se l’obiettivo sarà raggiunto, “potrò guardare con soddisfazione al lavoro svolto” ha aggiunto.

Sul rimpasto di governo

Per quanto riguarda le ipotesi di una revisione della compagine di governo con l’esclusione di alcuni ministri e l’ingresso di nuovi, il premier nega che ci siano state delle pressioni o richieste al riguardo.

I ministri restano questi, quindi, fino al 2023.

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