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Poste Italiane, Del Fante: “Siamo seduti su un business che non ci sarà più”

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Poste Italiane si converte da porta lettere a spedizioniere per restare al passo con i tempi. In futuro non ci sarà più nessuna lettera da consegnare: 'siamo seduti su un business che non ci sarà più'.

Più chiaro di così il numero uno di Poste Italiane Matteo Del Fante non poteva essere: “Siamo seduti su una attività che impiega 60mila dipendenti e che oggi sappiamo tra X anni non ci sarà più”.

Questa la realtà preannunciata da Del Fante intervenendo al webinar dal titolo “Obbligati a crescere” organizzato da varie testate giornalistiche italiane.

Ecco perché Poste Italiane ha scelto la riconversione delle attività trasformandosi in una società di consegna di pacchi, creando con un nuovo hub a Bologna ed altri investimenti una offerta veloce e di qualità all’altezza delle richieste dei player dell’e-commerce come Amazon o Alibaba.

Tre anni di riconversione

Tre anni fa Poste Italiane ha riconvertito la sua attività trasformandosi da porta lettere a porta pacchi. Quest’ultimo è il business del presente e del futuro, mentre il porta lettere resterà una figura romantica narrata nei musei dedicati al tema.

La multa dell’AGCM

Ieri l’AGCM ha multato per 5 milioni di euro Poste Italiane per gravi violazioni nella consegna delle raccomandate, affermando che la società di spedizioni ha mentito sull’offerta promossa.

Inoltre AGCM ha scritto anche che Poste Italiane con la sua condotta molto grave ha arrecato un danno importante al sistema giudiziario italiano.

Poste Italiane ha risposto che tutto ciò è inaccettabile e che farà ricorso al Tar, tuttavia l’AGCM ha dalla sua le denunce di numerosi cittadini e altre prove materiali che giungono anche dai rapporti annuali sulla giustizia.

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