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Salvini attacca il governo: "Apre le porte ai clandestini ma tace sui pescherecci italiani in Libia"

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Il leader della Lega esprime la sua contrarietà all'operato del governo, giudicato colpevolmente inerme sul sequestro avvenuto in Libia. Critiche relative anche alla gestione dell'immigrazione, portate avanti impugnando i dati sugli sbarchi recentemente diffusi dal Viminale.

Dure critiche da parte di Matteo Salvini al governo, che viene accusato per il silenzio sulla vicenda dei pescherecci italiani sequestrati in Libia.

Il leader della Lega attacca l'esecutivo e si fa portavoce delle ansie e delle paure di chi è vicino ai diciotto marinai sequestrati.

Salvini ha messo questa situazione in relazione alla politica dell'immigrazione del governo.

"Il nostro governo spalanca i porti a migliaia di clandestini e non fiata dopo il sequestro di due pescherecci italiani da parte della Libia, con 18 persone portate a Tobruk ormai da quasi una settimana", ha dichiarato.

Paragoni anche tra la propria gestione del fenomeno e quella operata da Lamorgese, citando i dati sugli sbarchi diffusi dal Viminale.

​​Nella dichiarazione anche un riferimento all'esplosione di una imbarcazione con migranti a bordo avvenuta al largo di Crotone una settimana fa. 

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