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Occupazione a luglio cresce dopo 4 mesi: donne e over35 i premiati

© AP Photo / Ted S. WarrenLavoro da casa, USA
Lavoro da casa, USA - Sputnik Italia
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Il tasso di occupazione in Italia migliora a luglio del +0,2%, sono 85 mila le persone che hanno ripreso a lavorare, ma anche la disoccupazione aumenta per effetto dei meno inattivi.

Dopo quattro lunghi mesi di dati sull’occupazione e la disoccupazione in Italia in negativo, l’Istat fornisce una buona notizia, a luglio l’occupazione torna a salire e in particolare tra le donne e i lavoratori con più di 35 anni.

Prosegue anche il recupero delle ore lavorate pro capite e l’espansione del segmento di persone in cerca di lavoro. Ciò significa che molti di quelli diventati inattivi negli ultimi mesi sono ora impegnati nella ricerca di lavoro: +5,8%, pari a 134 mila persone in più in cerca di una occupazione.

Questo “fenomeno” porta il tasso di disoccupazione verso l’alto e raggiunge così il 9,7% (+0,5%). In particolare il tasso di disoccupazione si accentua tra i giovani, raggiungendo il 31,1% (+1,5%).

Sale il tasso di occupazione

Con il +85mila unità impiegate a luglio (+0,4% in termini percentuali), sale il tasso di occupazione al 57,8% (+0,2%) della popolazione italiana in età da lavoro.

Tuttavia i dati positivi di luglio non fanno dimenticare quanto perso nei mesi precedenti. Infatti, scrive l’Istat nel suo commento, “da febbraio 2020 il livello dell’occupazione è sceso di quasi 500 mila unità e le persone in cerca di lavoro sono cresciute di circa 50 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 400 mila.”

E per quanto riguarda l’occupazione e la disoccupazione, l’Istat scrive che “in quattro mesi, il tasso di occupazione perde oltre un punto, mentre quello di disoccupazione, col dato di luglio, torna sopra ai livelli di febbraio.”

Confronto con il 2019

Se guardiamo ai dati del mese di luglio del 2019, emerge meglio la situazione di forte criticità del momento. Rispetto allo scorso anno sono andati persi 556mila posti di lavoro, pari al -2,4%. Un crollo che coinvolge tutti, uomini e donne, e di qualsiasi età. Un crollo che colpisce indistintamente i lavoratori dipendenti e gli autonomi.

Fanno eccezione solo gli over50, tra i quali l’occupazione sale di ben 153mila unità.

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