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Hotspot di Pozzallo privo dei sistemi anti-Covid più elementari

© AFP 2021 / Mauro SeminaraMigranti salvati dalla "Louise Michel" a Lampedusa
Migranti salvati dalla Louise Michel a Lampedusa - Sputnik Italia
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L'hotspot di Pozzallo non rispetta le minime norme igieniche non solo in chiave anti-covid, ma anche sotto il profilo umanitario. Lo ha scritto la task force sanitaria della Regione Siciliana.

L’assenza di dispenser igienizzante è la mancanza minore nell’hotspot di Pozzallo, il centro che ospita decine e decine di migranti provenienti da Lampedusa.

La task force inviata il 25 agosto scorso dalla Regione Siciliana a controllare le condizioni sanitarie dell’hotspot hanno bocciato non solo l’inadeguatezza alle norme sanitarie per contrastare il diffondersi del nuovo coronavirus tra gli “ospiti” del centro di accoglienza, ma anche le minime norme igieniche di base.

I servizi igienici, ad esempio, non sono proporzionati al numero di persone ospitate. La zona soggiorno e quella dormitorio non presentano pareti divisorie. Il grado di promiscuità è elevato, la sanificazione degli ambienti insufficiente.

Come riporta La Sicilia, l’hotspot di Pozzallo è ritenuto dai sanitari della Regione che lo hanno ispezionato “strutturalmente inidoneo all’ospitalità di individui con infezione” da nuovo coronavirus.

I migranti non si ammalano sui barconi ma negli hotspot

La task force ha condotto una analisi accurata anche sulla evoluzione dei contagi dei migranti sbarcati a Lampedusa. Evidenziano come partendo da uno o pochi casi di positivi segnalati dai tamponi rinofaringei somministrati ai migranti nell’immediato dello sbarco, se ne aggiungano in modo esponenziale molti altri in un arco temporale che supera i 14 giorni di incubazione del virus Sars-CoV-2.

Ciò, secondo i sanitari ispettori, significa che i migranti si ammalano di covid-19 principalmente nella struttura di Pozzallo.

Anche il centro di Comiso ispezionato dalla task force presenta le medesime criticità e anche quest’ultimo viene dichiarato dai sanitari non idoneo a ospitare persone positive e a consentire una quarantena sicura.

Insomma, i migranti che entrano negli hotspot dell’isola entrano sani e si convertono in malati.

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