Grad-CoV2, candidato vaccino italiano in sperimentazione al Policlinico di Verona

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Anche Verona da oggi sperimenta il candidato vaccino italiano Grad-CoV2 già iniettato in alcuni volontari all'Inmi a Roma. La sperimentazione è il primo passo sull'uomo.

Parte lunedì 31 agosto al Policlinico di Verona la sperimentazione del candidato vaccino italiano Grad-CoV2 per verificare la risposta immunitaria al virus Sars-CoV2 che è l’artefice della nota malattia Covid-19.

Oggi verranno sottoposti all’iniezione i primi tre volontari su di un totale di 70 scelti tra i numerosissimi che si sono candidati.

Verona ha stretto una collaborazione scientifica con l’Istituto italiano di malattie infettive (Inmi) di Roma, dove la somministrazione del vaccino è già partita la scorsa settimana.

Il Policlinico di Verona collabora con l’Inmi sia nella definizione del protocollo di studio, che ha ottenuto l’autorizzazione alla sperimentazione sull’uomo da parte dell’Istituto superiore di sanità e dall’Aifo, ma anche nella realizzazione della fase clinica della ricerca.

La prima sperimentazione sull’uomo

Il candidato vaccino italiano Grad-CoV2 ha superato le fasi precliniche con test condotti in vitro e su modelli animali vivi. La buona risposta immunitaria e la bassa presenza di effetti collaterali ha incoraggiato la società sperimentatrice e produttrice del potenziale vaccino, l’italiana ReiThera, a chiedere l’autorizzazione per la fase sperimentale sull’uomo.

La ricerca è tutta italiana e condotta da un ente di ricerca privato fondato da un gruppo di ricercatori rientrati in Italia da esperienze internazionali.

Il vaccino è il frutto di un investimento del Ministero della Salute italiano di soli 8 milioni di euro.

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