Coronavirus, negli USA primo caso documentato di paziente reinfetto

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Dopo circa un mese e mezzo dalla guarigione, un 25enne nativo del Nevada si è nuovamente ammalato di Covid-19. Secondo gli esperti, si sarebbe trattato di due infezioni virali distinte.

Negli Stati Uniti è stato registrato il primo caso documentato di re-infezione da Covid-19. A riportarlo è la Cnn, citando i risultati di una ricerca portata avanti dall'Università del Nevada Reno School of Medicine e dal Laboratorio di Salute Pubblica dello stesso stato.

Protagonista un giovane 25enne, nativo del Nevada, al quale nel mese di aprile era già stato diagnosticato il coronavirus, in seguito alla comparsa dei tipici sintomi quali mal di gola, tosse, mal di testa, nausea e diarrea.

Il paziente si era ripreso ed era stato dimesso dopo pochi giorni, risultando in seguito per due volte negativo al tampone faringeo. Dopo circa un mese e mezzo, ecco la ricomparsa dei sintomi e il ricovero in ospedale, dove il giovane è stato sottoposto alla terapia di ossigeno.

All'analisi dei dati ricavati dal materiale genetico del ragazzo, gli scienziati sono riusciti a stabilire che si sia trattato di due infezioni virali ben distinte tra loro.

A livello mondiale, non si tratta del primo caso di potenziale reinfezione da Covid-19 e, già dall'inizio della pandemia, ne erano stati riportati altri in tutto il mondo.

L'ultimo aveva riguardato un uomo di 33 anni nativo di Hong Kong, che si è riammalato di Covid-19 dopo essere già guarito una prima volta.

In dubbio l'efficacia dei vaccini?

Secondo il direttore del Laboratorio di Salute Pubblica del Nevada, Mark Pandori, si tratterebbe di casi che fanno sorgere qualche dubbio sull'immunità che i pazienti sviluppano dopo essere guariti dall'infezione da coronavirus:

"Dopo la guarigione non sappiamo quanta immunità si costruisce, quanto dura e che ruolo generano gli anticorpi. Se è possibile contagiarsi di nuovo in un arco di tempo cosi' breve, potrebbero esserci ripercussioni sui vaccini", sono state le sue parole

L'esperto ha tuttavia invitato la comunità scientifica ad astenersi dal "generalizzare", in quanto risulta molto complicato trarre conclusioni definitive da "un caso singolo".

 

 

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