Pandemia, Papa Francesco: "Diseguaglianza economica è ingiustizia che grida al cielo"

© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano / Vai alla galleria fotograficaPapa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro - Sputnik Italia
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La pandemia ha evidenziato le diseguaglianze sociali e le difficoltà di una economia iniqua, ha detto il Papa sottolineando come le nazioni più povere o che non possono emettere moneta, sono costrette a ipotecare il futuro per affrontare l'emergenza.

La diseguaglianza economica è una malattia sociale, ha detto Papa Francesco durante l'udienza generale in Vaticano.

"La pandemia ha messo in rilievo e aggravato i problemi sociali, soprattutto la disuguaglianza. Alcuni possono lavorare da casa, mentre per molti altri questo è impossibile", ha detto il Pontefice, soffermandosi su come le difficoltà sociali, durante l'epidemia di Covid-19, causino una discriminazione degli studenti meno abbienti, ostacolandone il diritto allo studio.

"Certi bambini, nonostante le difficoltà, possono continuare a ricevere un'educazione scolastica, mentre per tantissimi altri questa si è interrotta bruscamente", ha proseguito. 

La crescita economica iniqua

"Alcune nazioni potenti - prosegue Bergoglio - possono emettere moneta per affrontare l'emergenza, mentre per altre questo significherebbe ipotecare il futuro. Questo è un virus che viene da un'economia malata: e dobbiamo dirlo semplicemente, l'economia è malata. E' il frutto di una crescita economica iniqua, questa è la malattia, che prescinde dai valori umani fondamentali. Nel mondo di oggi, pochi ricchissimi possiedono più di tutto il resto dell'umanità. E' un'ingiustizia che grida al cielo".

Davanti a queste ingiustizie, avverte il Santo Padre, è possibile "perdere la speranza. In questo tempo di incertezza e angoscia, invito tutti ad accogliere il dono della speranza che viene da Cristo. E' lui che ci aiuta a navigare nelle acque tumultuose della malattia, della morte e dell'ingiustizia, che non hanno l'ultima parola sulla nostra destinazione finale".

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