Riapertura Scuola, Conte preoccupato convoca vertice urgente: Azzolina non va lasciata sola

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Giuseppe Conte commissaria la scuola e coordina d'ora in avanti la riapertura ormai imminente. Convocata ieri una cabina di regia per chiedere il massimo supporto da parte di altri ministeri.

In che condizioni riaprirà la Scuola a settembre? Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha domandato in una riunione di emergenza convocata ieri al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e al Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri.

Presenti al vertice ristretto anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia e il ministro della Salute Roberto Speranza, ciascuno per la sua parte di competenza.

La scuola ufficialmente ripartirà il 14 di settembre, ma l’1 settembre gli alunni impegnati con i corsi di recupero saranno già in classe: mancano sei giorni quindi.

Conte ha domandato a che punto è la produzione dei banchi singoli, i più noti banchi con le rotelle, ma ha domandato anche a che punto è la procedura per l’assunzione delle decine di migliaia di assunzioni di docenti e personale tecnico e amministrativo che dovrà rimpolpare l’organico degli istituti scolastici.

Il tema scuola è strategico sotto molti punti di vista e per questo Conte vuole assicurarsi che vi sia un coordinamento pieno tra i ministeri più strettamente competenti.

Inoltre Conte durante la riunione d’urgenza avrebbe anche ripartito compiti e responsabilità tra i ministri e i commissari, per non lasciare sola Azzolina nel portare il peso della responsabilità.

Se qualcosa andrà storto, il ministro dell’Istruzione non dovrà essere l’unica responsabile, o, secondo un’altra lettura, qui è in gioco il futuro del governo.

Altra preoccupazione di Conte è il reperimento indispensabile di ambienti alternativi agli edifici scolastici dove svolgere le lezioni. Anche su questo versante sembrano esserci dei ritardi.

L’impennata di contagi

A preoccupare ci si è messa l’impennata di contagi. Che impatto potrebbe avere sulla riapertura delle scuole?

La riapertura non è messa in discussione, il 14 settembre si riaprirà ad ogni costo aveva lasciato intendere il professore Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, intervistato qualche giorno fa dal Corriere della Sera. E anche per i ministri convocati da Conte non sembrano esserci tentennamenti, si riapre punto e basta.

Conte coordina la riapertura

Il problema è il come si riaprirà, cioè in quali condizioni. Ecco perché Conte ha deciso di prendersi il ruolo di coordinatore della riapertura della scuola italiana.

“Per il governo far riaprire la scuola è un imperativo categorico. Non sono ammessi errori di alcun tipo. Dobbiamo essere assolutamente preparati. L’anno scolastico deve ripartire come stabilito. E deve ripartire in sicurezza.”

Così si sarebbe espresso Conte durante la riunione secondo quanto riportato da Il Messaggero.

Sotto una certa prospettiva la riunione di ieri è apparsa agli analisti politici come una sorta di “commissariamento della scuola” da parte di Giuseppe Conte.

Il responsabile Covid e la riapertura della scuola

Durante la riunione, durata due ore, Conte ha chiesto aggiornamenti anche sulle modalità d’ingresso degli studenti in classe e sulla gestione degli eventuali contagi.

Per quanto riguarda gli ingressi, essi avverranno in modo scaglionato ma la decisione ultima organizzativa è demandata ai singoli istituti che hanno su questo aspetto autonomia.

Per quanto riguarda invece il tracciamento di eventuali contagi di insegnanti o di alunni, ogni scuola avrà il suo responsabile Covid, il quale segnalerà prontamente il caso all’Asl di competenza perché avvii il protocollo sanitario previsto per questi casi.

Le autonomie delle Regioni

Altro tema affrontato riguarda le autonomie delle Regioni sulla materia scuola. Il governo Conte vuole evitare che ci siano fughe in avanti di singoli governatori, magari a pochi giorni dalle elezioni che li vede impegnati nella loro riconferma per altri 5 anni.

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