Salvini: ‘Il governo non scherzi con i bimbi e con la democrazia’

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Salvini categorico sul rientro a scuola e sulle elezioni del 20 e 21 settembre prossimi, non si toccano. I bambini devono tornare in classe e gli italiani devono poter votare.

Matteo Salvini torna sulla questione delle elezioni del 20 e 21 settembre prossimi e sull’inizio delle lezioni scolastiche fissate ufficialmente per il prossimo 14 settembre.

“Il governo non scherzi con i bimbi e con la democrazia. I nostri figli devono tornare a scuola e gli Italiani devono poter votare. Punto.”

Queste le parole sintetiche del leader del carroccio proferite durante il suo tour elettorale nelle Marche.

“È il governo che fa, disfa, apre, chiude, rinvia, chiude le discoteche, apre i porti, chiude le scuole, rinvia l’apertura. Qualcuno addirittura parla di un rinvio del voto. Noi i bimbi a scuola ce li portiamo e i marchigiani a votare ce li portiamo”, dice Salvini.

Ed aggiunge:

“Non scherzino né con i bimbi, né con la democrazia”.

Salvini risponde così sui due fronti caldi di fine estate italiana, in cui la curva dei contagi da nuovo coronavirus prosegue l’impennata verso l’alto.

Pur restando un curva dei contagi migliore rispetto a quella che stanno registrando altre nazioni europee, il governo è preoccupato e da qui alcune esternazioni ad opera in particolare del professore Ricciardi che fa parte del Cts, hanno messo in fibrillazione le forze politiche. Il professore aveva infatti parlato di una eventuale necessità di rimandare le elezioni politiche, anche se aveva in un secondo momento precisato che il suo discorso non si riferiva alla situazione italiana.

Per quanto riguarda il ritorno a scuola non viene messo in discussione, ma le ultime precisazioni sulle linee guida che le scuole dovranno adottare a settembre, arriveranno solo con la riunione del Cts del 29 agosto.

Ridurre le tasse con la flat tax

A Salvini viene chiesto anche un commento sullo studio pubblicato quest’oggi dalla Cgia di Mestre, secondo cui gli italiani hanno pagato in 20 anni 166 miliardi di tassa in più, a fronte di meno servizi erogati.

La risposta del “Capitano” è stata secca: “Flat Tax”.

“Tassa piatta, tassa unica al 15%. Già depositata in parlamento, costerebbe 13 miliardi per abbassare le tasse alle famiglie e alle imprese in Italia. Il governo ci dice che ci sono a disposizione 200 miliardi, e visto che ne servono solo 13, si porterebbe l’Italia a competere con tutti gli altri Paesi europei”.

Ricordiamo che in Italia negli ultimi giorni la curva dei contagi di Covid-19 è tornata a salire, situazione che ha alimentato le preoccupazioni su un eventuale rinvio della riapertura delle scuole, così come sull'opportunità di votare per le regionali a settembre.

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