Riapertura scuola, De Luca: Irrealistica misurazione temperatura a casa

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Vincenzo De Luca mantiene la sua linea di gestione dell'emergenza sanitaria e sul ritorno a scuola fa sapere che in Campania ci si organizza per rilevare la temperatura a scuola e non a casa.

“Stiamo verificando con l’Unità di Crisi e con i responsabili della Pubblica Istruzione, di prevedere in vista della riapertura delle scuole, il controllo della temperatura corporea all'interno degli istituti, irrealistica la previsione del monitoraggio a casa.”

Sono le parole del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca riportate dal Tg La7 su Twitter.

Il governatore della Campania torna su una delle procedure che sono un punto fermo delle linee guida che disciplineranno il ritorno a scuola degli studenti e delle studentesse italiane, a partire dal prossimo mese di settembre.

E su Facebook ha poi aggiunto:

"È in corso quindi un monitoraggio delle tipologie di classi e degli stessi istituti, sapendo che un alunno con febbre potrebbe avere un effetto a catena difficilmente gestibile."

Il governatore della Campania ha reso noto di aver parlato questa mattina con il Commissario Domenico Arcuri della questione tamponi.

"Inoltre, questa mattina ho avuto un colloquio con il commissario Arcuri relativo all'obiettivo di poter arrivare a breve, con le dotazioni necessarie, fino a diecimila tamponi al giorno."

De Luca quest'oggi è tornato ancora una volta sulla possibile chiusura dei confini regionali, se la curva del contagio dovesse risalire a livello nazionale. Una posizione che non trova i favori di altri presidenti di regione e del governo centrale.

Misurare la temperatura a casa

Le linee guida prevedono infatti la misurazione della temperatura a casa, come a più riprese confermato anche dal ministro Lucia Azzolina e da pochi giorni anche dal Vademecum online dal titolo “Rientriamo a scuola”.

In linea teorica, secondo quanto previsto, i genitori al mattino (tutti i giorni) dovranno misurare la febbre ai propri figli prima di portarli a scuola e se dovessero presentare una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, dovranno restare a casa.

Perché a casa e non a scuola?

Una delle domande e risposte del vademecum Rientriamo a scuola spiega il perché di questa scelta.

“La misurazione a casa della temperatura corporea è una regola importante a tutela della salute propria e altrui, un gesto di responsabilità a vantaggio della sicurezza di tutti. Questa semplice misura di buon senso previene, infatti, la possibile diffusione del contagio che potrebbe avvenire nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto, quando si attende di entrare a scuola, o in classe.”

I timori di alcuni genitori

Un po’ di timore serpeggia tra alcuni genitori, ed è possibile leggerlo anche a margine dei commenti lasciati sulla pagina Facebook del ministro Azzolina.

Alcuni genitori sono attanagliati dal timore che, nonostante la disposizione ministeriale, comunque dei bambini giungeranno a scuola con raffreddore, mal di gola, o altri sintomi solitamente attribuiti all’influenza stagionale, ma che ora verranno catalogati come potenzialmente riconducibili al nuovo coronavirus.

La richiesta di questi genitori è di fare dei controlli sanitari anche a scuola.

Salvini: bambini e democrazia non si toccano

Senza giri di parole, oggi il leader della Lega Matteo Salvini si è espresso a favore sul rientro a scuola e sulle elezioni del 20 e 21 settembre prossimi, escludendo eventuali rinvii dovuti alla ripresa dei contagi di Covid-19 registrata negli ultimi giorni nel Belpaese.

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