Lo schermoplano sovietico Lun: una macchina del tempo o un’avventura costata cara?

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Questo mezzo da combattimento avrebbe dovuto riunire la forza di due elementi naturali, l’aria e l’acqua. Per alcune caratteristiche avrebbe anche potuto essere paragonabile alle unità navali contemporanee, ma questo è uno di quei casi in cui la teoria appare più allettante della pratica. Sputnik vi presenta la storia dello schermoplano Lun.

Tremate, scandinavi!

È una notte tranquilla nel nord della Norvegia. Sono le 02:25. Su una piccola imbarcazione tre pescatori del luogo fanno la cernita del pescato. Ma cos’è quel rumore sempre più vicino? Un attimo e da un instabile mezzo escono 6 piccole imbarcazioni che colpiscono la piattaforma petrolifera e poi sganciano missili contro la costa.

Questo è l’unico caso attestato in cui è stato impiegato in combattimento lo schermoplano sovietico Lun.

Il caso si verificò alla fine degli anni 2000 nell’ambito della simulazione World in Conflict: Soviet Assault.

Ma torniamo alla realtà. Lun, lo schermoplano unico nel suo genere al mondo, è stato di recente dislocato presso il centro museale Patriot di Derbent (Repubblica Autonoma del Dagestan) nel sud della Russia. Il trasporto dell’aeromobile sul Mar Caspio è durato 14 ore. Ora Lun potrà essere ammirato da bambini e appassionati di mezzi militari.

Di seguito un video del Ministero russo della Difesa:

500 km/h dal “mostro del Caspio”

Definirei Lun uno dei simboli della potenza militare sovietica. Anche se probabilmente è più corretto definirlo il simbolo del potenziale tecnico che avrebbe potuto esprimere la difesa sovietica. Tuttavia, non fu mai un sistema utilizzato nella realtà.

Gli schermoplani sono considerati essenzialmente delle unità navali poiché l’acqua è il loro “habitat naturale”. Questi mezzi sono in grado di spostarsi in acqua in maniera tradizionale oppure planando su di essa. Tuttavia, tutti gli schermoplani in regime operativo planano su acqua, neve o ghiaccio sfruttando l’effetto suolo, ossia un cuscinetto d’aria che si crea al di sotto di un’apertura alare di dimensioni significative quando si viaggia a bassa quota.

© Foto : Tom WigleyLo schermoplano sovietico Lun
Lo schermoplano sovietico Lun: una macchina del tempo o un’avventura costata cara? - Sputnik Italia
Lo schermoplano sovietico Lun

I lavori per la creazione della nuova tipologia di mezzo furono avviati in URSS da uno studio guidato da Rostislav Alekseev, un uomo che contribuì allo sviluppo degli schermoplani tanto quanto fece per la cosmonautica Sergey Korolyov, il primo ad aver inviato un uomo nello spazio.

Un aereo militare Il-76 (foto d'archivio) - Sputnik Italia
L'aereo An-225 "Mriya" entra nel video
La creazione del primo schermoplano sperimentale di grandi dimensioni KM (Korabl-Maket, ossia in italiano “modello di imbarcazione”) fu avviata nel 1964. Venne creato sotto forma di prototipo sperimentale per verificare la possibilità di costruire aeromobili di questa tipologia. In Occidente il mezzo fu battezzato “il mostro del Caspio”. Il KM era lungo 92 metri, disponeva di un’apertura alare di 37 metri e presentava 10 motori che avrebbero dovuto garantire al “mostro” una velocità di 500 km/h. Una volta riuscì a sollevarsi in aria con un carico al decollo di 544 tonnellate. Al tempo fu un record che solo un decennio più tardi fu battuto dall’aeromobile cargo An-225 Mriya.

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Il primo volo fu effettuato il 18 ottobre 1966 e in quell’occasione il costruttore Rotislav Alekseev decise di pilotare la propria creazione. La quota di volo era compresa tra 4 e 14 metri. Tuttavia, nel 1980 durante un volo di prova per via di un errore del pilota il KM ebbe un’avaria: non vi furono fortunatamente vittime, ma il mezzo affondò subito e non si fece alcun tentativo di salvarlo e ripristinarlo. Probabilmente perché erano in corso d’opera i lavori su altri mezzi e il ripristino di un mezzo simile sarebbe costato tanto quanto la costruzione di uno schermoplano nuovo.

Tuttavia, i test del KM dimostrarono che era possibile costruire schermoplani di quelle dimensioni. E in URSS negli anni ’80 già dopo la morte dell’illustre costruttore Alekseev furono avviati i piani per la costruzione di alcuni mezzi da combattimento di questa tipologia.

Previsti 8 mezzi, ma fu costruito un solo Lun

In URSS venne persino creata una divisione speciale, l’undicesimo gruppo speciale d’aviazione delle Forze aeronautiche militari della Flotta del Mar nero che vantava tra gli armamenti lo schermoplano da cargo e sbarco A-90 Orlenok il quale era in grado di far sbarcare la fanteria marina.

Un drone mostra il sito di test delle armi sovietiche nel Mar Caspio - Sputnik Italia
Mar Caspio, drone mostra un inquietante sito dove si testavano armi sovietiche
All’interno di questo gruppo era presente anche l’unità navale missilistica 903 Lun che nel 1989 fu inclusa nella Flotta della marina militare dell’URSS e fu destinata ai test nel Mar Caspio. Perché proprio nel Caspio? Perché evidentemente a quell’epoca quello era in sostanza il mare interno dell’URSS: infatti, degli Stati “non sovietici” arrivava a lambire solo le coste dell’Iran. Inoltre, il Caspio è da sempre interessato da tempeste meno frequenti rispetto ai mari veri e propri.

In tutto erano previsti 8 mezzi di questa tipologia, ma alla fine Lun fu l’unico esemplare costruito. Trasportava 6 missili ipersonici antinave Moskit i quali disponevano di una gittata fino a 120 km e di una velocità pari a 2800 km/h. Il mezzo era lungo 73 m e presentava un’apertura alare di 44 m. Il mezzo si muoveva a 500 km/h e aveva un’autonomia di 2000 km. Il carico massimo al decollo era pari a 380 tonnellate. Il volo era garantito da 8 motori HK-87.

“Il killer delle portaerei”?

Per le sue capacità di combattimento Lun superava al tempo qualsivoglia unità navale missilistica di piccole dimensioni: infatti, era più veloce di 10 volte rispetto all’unità più rapida. Si tenga presente, infatti, che la velocità massima della torpediniera britannica 45, ad esso paragonabile per funzioni assolte e prodotta tra il 2003 e il 2013, era di 54 km/h.

Chiaramente, se confrontato a imbarcazioni tradizionali uno schermoplano presentava determinati vantaggi e avrebbe potuto colpire da lontano allontanandosi poi a grande velocità dai missili antinave lanciati nella sua direzione.

La stampa ha talvolta definito il Lun il “killer delle portaerei”. In verità, a dire così sono più spesso i media russi, come di recente sottolineato da Forbes in un articolo dedicato allo schermoplano.

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Tuttavia, il discorso delle portaerei non è così semplice. L’area di difesa contraerea di questa nave (o meglio, di un gruppo da battaglia di una portaerei in quanto da sola una portaerei non si muove) presenta di norma un raggio di 500-700 km, il che è significativamente superiore alla gittata dei missili del Lun. Sebbene il Lun viaggi al di sopra del livello dell’acqua, il che lo rende idealmente impercettibile ai radar nautici, le dimensioni dello schermoplano sono tali da non poterlo definire impercettibile di per sé.

A mio avviso, nel caso in cui il Lun si fosse confrontato con una portaerei e con le forze ad essa associate, il vettore di missili sarebbe stato rilevato e distrutto dagli aeromobili della portaerei molto prima che fosse riuscito a uscire dall’area dell’attacco dallo stesso provocato. Certamente, però, per l’aviazione nautica si sarebbe trattato di un obiettivo più complesso rispetto a un’unità navale tradizionale, ma comunque non più difficile rispetto a un aeromobile subsonico d’assalto. In generale, nel caso di impiego massivo di questi schermoplani contro una portaerei le possibilità di riportare una vittoria vi sarebbero state, ma non nello scontro uno contro uno.

Perché gli schermoplani non sono sopravvissuti?

Rispondere adesso a questa domanda non ha molto senso poiché l’unico Lun esistente è stato destinato ad altro. Gli schermoplani non hanno comunque avuto successo nell’esercito sovietico, poi l’URSS è crollata, i soldi mancavano e il gruppo aeronautico speciale degli schermoplani venne sciolto alla fine degli anni ’90. I mezzi di questa tipologia non furono ultimati o furono destinati a musei.

Perché?

Cerchiamo di capirlo:

  1. Si tratta di un mezzo di trasporto molto insolito. La conformazione “a centauro” dello schermoplano lo rende di difficoltosa e costosa costruzione tanto che è necessario coinvolgere contemporaneamente due settori dell’industria militare. Ad ogni modo, in Occidente le idee di Alekseev suscitarono un certo interesse e in alcuni Paesi furono avviati alcuni progetti, ma poi si fece una stima dei costi e l’entusiasmo si spense.
  2. Gli schermoplani hanno una autonomia limitata. Le spese di carburante sono, dunque, eccessive.
  3. L’efficacia degli schermoplani negli scontri armati con le unità navali e i gruppi di unità contemporanee non è tanto elevata quanto si pensava nell’epoca in cui questi mezzi erano stati progettati. Infatti, i missili antinave, i radar e gli elicotteri nautici contemporanei consentono di incrementare le capacità di combattimento delle navi.

Ma se chiudiamo gli occhi e ci concentriamo solamente sulla scienza “pura”, vediamo un mezzo di incredibile interesse per le sue caratteristiche che in un certo senso ha anticipato i tempi.

Probabilmente per questo motivo la Difesa russa dalla metà degli anni 2000 ha annunciato diversi programmi per ridare vita agli schermoplani sia a fini militari sia civili. Nel 2018 il vice primo ministro Yury Borisov, deputato agli armamenti, ha dichiarato che entro il 2027 in Russia sarà creato Orlan, un modello di schermoplano equipaggiato con missili per il pattugliamento delle regioni marittime. Interessanti sono i progetti dello Studio centrale di progettazione R. E. Alekseev.

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Non si dimentichi, però, quello che diceva il geniale inventore sovietico Rotislav Alekseev secondo cui il criterio di verità per un ingegnere è l’avvenuta produzione in serie del proprio progetto.

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