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Cassazione: dopo gli studi figli obbligati a lavorare, non possono farsi mantenere

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Sergio D’Afflitto / Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione
Palazzo di Giustizia, sede della Corte di Cassazione - Sputnik Italia
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Non si può essere mantenuti dai genitori, dal solo padre o dalla sola madre, a vita. La Corte di Cassazione sancisce l'obbligo per i figli di mantenersi da soli. Stop al 'diritto a ogni diritto'.

Al netto della sistemica carenza di lavoro in Italia, la Corte di Cassazione ha stabilito con sentenza 17183 che i figli devono trovarsi un lavoro dopo gli studi. Sono obbligati a farlo e non possono pretendere che siano i genitori a mantenerli se non trovano un lavoro adeguato alle loro aspirazioni.

Che sia il diploma, la laurea di primo livello o la specialistica, figlie e figli devono trovarsi una autonomia lavorativa.

La cassazione scrive infatti che i figli non possono pretendere “che a qualsiasi lavoro si adatti soltanto, in vece sua, il genitore”.

Dal diritto a ogni diritto, al dovere

E la sentenza è destinata a far discutere non solo e non tanto per quanto stabilito, perché dovrebbe socialmente e pedagogicamente essere ovvio che i figli si creino la loro autonomia di vita.

Ciò che potrebbe far discutere ancora di più è quanto i giudici della Cassazione scrivono a proposito del “diritto ad ogni possibile diritto”, a cui bisogna invece sostituire quello del dovere.

Cosa significa? Che la Cassazione si trova costretta a fare da pedagogo e a dire a tutti che non tutto può essere considerato un diritto e che ciascun individuo ha anche dei doveri nei confronti di sé stesso e della società.

Il motivo della sentenza

Una madre divorziata si era rivolta alla Cassazione per opporsi alla decisione della Corte d’Appello di revocare l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge al figlio ormai di 30 anni, ma che aveva un lavoro come insegnate di musica precario.

La Corte d’Appello aveva revocato anche l’assegnazione della casa coniugale.

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