Quale futuro per il trasporto aereo?

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Il settore aereo è uno dei più colpiti dall’emergenza sanitaria. Molte compagnie hanno dovuto cancellare voli e mettere a terra intere flotte senza sapere quando ci sarà una ripresa.

Dopo un periodo di difficoltà che ha visto il dimezzamento del fatturato per molte compagnie aeree e perdite di miliardi di euro, nonché le pesanti ripercussioni sull’occupazione, sembra che il traffico aereo stia lentamente riprendendo la quota, che durante il lockdown ha visto una riduzione superiore al 80%.

© Foto : Silvio PippobelloSilvio Pippobello
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Silvio Pippobello
Quali sono gli scenari futuri per il trasporto aereo? Come cambierà dopo la fine della pandemia? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto l’Ing. Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar S.p.A – la società in gestione dell’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda che sta coraggiosamente ripartendo dopo la crisi generata dalla pandemia.

— Ingegnere Pippobello, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto enorme sull’industria aeronautica e sui viaggi in generale. Come vanno le cose in questo momento nell’Aeroporto Olbia-Costa Smeralda? Ci sono segni di ripresa?

— Ci troviamo di fronte a una situazione inaspettata e imprevedibile che ci ha colto tutti di sorpresa. Nessuno poteva neanche lontanamente immaginare questo scenario. Tutti gli anelli della filiera hanno subito un grande contraccolpo. All’inizio si lavorava in una situazione veramente disperata, senza sapere effettivamente come reagire.

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L’impatto sarà enorme anche per l’aeroporto dell’Olbia. Noi prevediamo di ridurre il nostro traffico del 55% e proporzionalmente il volume d’affari in tutte le attività. Bisogna inoltre considerare che nel 2020 avevamo previsto un significativo sviluppo dell’aeroporto, con una serie di investimenti e accorgimenti finalizzati ad incrementare il numero di passeggeri, certamente non ridurlo addirittura alla metà.

Ci sono però dei segnali di ripresa. Dopo la tragedia, adesso registriamo un incremento di traffico settimana dopo settimana legato alle aperture che i vari governi stanno facendo e soprattutto grazie ad un traffico domestico che si sta riprendendo rapidamente. Purtroppo, la domanda sul fronte internazionale è ancora molto debole e per un aeroporto come il nostro in cui la maggior parte dei passeggeri sono extra-domestici (nel 2019 oltre il 52% del totale) questo rappresenta un elemento di grande difficoltà.

— In questa situazione catastrofica dal punto di vista delle rendite, le compagnie più attrezzate si sono messe al lavoro per trovare delle strategie in grado di affrontare la crisi, non solo da un punto di vista economico ma anche per tranquillizzare i passeggeri. È sicuro viaggiare in aereo? Cosa dicono ricerche ed esperti soprattutto sul filtraggio dell’aria a bordo?

— Viaggiare in aereo è sicuro, a patto che si rispettino determinate accorgimenti, come per esempio l’uso della mascherina per tutto il viaggio, il distanziamento sociale, etc. Inoltre, gli aerei di nuova generazione sono dotati di filtri dell’aria speciali (filtri HEPA), capaci di trattenere il 99% dei batteri e purificare l’ambiente rendendolo simile a quello degli ospedali.

Anche noi in aeroporto, oltre alle procedure previste a livello normativo (distanziamento fra le persone, sanificazione degli ambienti, distribuzione dei disinfettanti per le mani, etc.), abbiamo voluto puntare su alcune soluzioni innovative, come ad esempio la sanificazione con raggi ultravioletti di tipo C delle vaschette portaoggetti e dei carrelli.

— Gli aeroporti stanno facendo il possibile per ridurre la necessità di contatti tra persone. Ad esempio, i passeggeri devono utilizzare le stazioni di check-in self-service e misurarsi la temperatura utilizzando termometri touchless. Nonostante questo, numero di nuovi casi continua ad aumentare anche grazie ai passeggeri arrivati dall’estero. Le piace l’idea di sottoporre ai test sierologici le persone che vengono dai paesi dove sta ancora circolando il virus?

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— Sono state adottate una serie delle misure preventive per contenere il virus: l’uso della mascherina, la sanificazione degli ambienti, il distanziamento delle persone, lavarsi frequentemente le mani. Sicuramente sarebbe molto utile controllare tutti i flussi, in particolare lo stato della salute delle persone che arrivano, con dei test sierologici o dei tamponi. Questo renderebbe il trasporto aereo molto più sicuro. Però gli aeroporti non hanno delle strutture adeguate a poter fare questo tipo di attività, servono delle superfici enormi per l’attesa dei passeggeri che devono eseguire il test ed i tempi dell'esecuzione di questi test sono inconciliabili con i tempi aeroportuali. Noi abbiamo fatto delle verifiche per il nostro aeroporto, quando ci è stato chiesto di valutare una ipotesi di questo tipo, però abbiamo rinunciato a questa idea per i motivi elencati sopra.

— Come vede l’andamento futuro dei prezzi dei voli dopo il caos causato dalla vendita dei cosiddetti biglietti fantasma che vengono sostituiti dai voucher? I passeggeri stanno perdendo non solo la pazienza ma la fiducia nei confronti delle compagnie aeree … 

— E’ comprensibile che all’inizio ci sia stata una situazione di caos che ha portato le compagnie aeree ad adottare delle strategie di tipo commerciale tra le più disparate. Questo atteggiamento ha creato una sfiducia sui passeggeri e ha anche penalizzato molto la loro volontà di affrontare un viaggio in aereo. Stiamo constatando, però, che via via la fiducia dei passeggeri nei confronti delle compagnie aeree e del sistema si sta ricostruendo, le compagnie stanno viaggiando con una certa regolarità e le situazioni, come quelle che lei ha accennato – distribuzione di voucher al posto dei biglietti e lo spostamento della prenotazione su altri orari o su altre giornate – non si stanno più verificando.

— Gli esperti di aviazione considerano questa pandemia come l’evento più impattante da quando l’industria è iniziata un secolo fa. Guardando al futuro del trasporto aereo dopo l’epidemia di Coronavirus, pensa che una gestione più sostenibile potrebbe essere la chiave per uscire dalla crisi?

— Credo sia imprescindibile in futuro intraprendere strade di sostenibilità, anche la pandemia ha molto a che fare con il modo in cui noi viviamo sulla terra e trattiamo l’ambiente.

Da tempo si stava già andando verso quella strada, prima ancora che scoppiasse questa situazione, molte società (come la nostra) stavano puntando su iniziative di sostenibilità ambientale e sociale, ovviamente attualmente rallentate ma riprenderanno quando la situazione tornerà alla normalità.

Per quanto riguarda il trasporto aereo, quando il vaccino entrerà in campo sicuramente si tornerà ad una situazione di normalità pre Covid, con una serie di nuove disposizioni da mettere in atto sia negli spazi aeroportuali che negli aeromobili, per evitare future situazioni di contagio virale.

*Intervista è stata rilasciata il giorno 04/08/2020

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