Lukashenko nega le notizie sulla sua partenza dalla Bielorussia

© AFP 2022 / SERGEI GAPON Aleksandr Lukashenko ha parlato ai giornalisti a un seggio elettorale
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Alexander Lukashenko ha negato le voci secondo cui avrebbe lasciato la Repubblica, riferisce Sputnik Bielorussia.

"Tanto per cominciare: sono ancora vivo e non all'estero, al contrario delle voci che stanno mettendo in giro i nostri ‘svydomiya*’, che dicono che il Presidente ha lasciato il Paese ed è all'estero. Oggi 14 agosto siamo infatti qui riuniti per discutere dello sviluppo del settore edile”, ha detto Lukashenko durante la riunione.

*(Sydomiya era un termine con il quale si indicava l’insieme degli indipendentisti, nazionalisti, anarchici o rivoluzionari delle RSS al tempo dell’Unione Sovietica. In questo caso il termine è stato utilizzato probabilmente con sarcasmo, ndr).

Il Presidente in carica ha anche commentato le proteste in varie imprese bielorusse: secondo lui, l'interruzione del lavoro non porterà ad altro che alla perdita di mercati.

"Se scioperano per due giorni, i concorrenti - russi e canadesi - si faranno il segno della croce. E metteranno presto sul mercato ciò che vogliono fornire. <...> Se ci fermiamo, non lanceremo mai la nostra produzione. Mai! Alla gente questo va spiegato – volete fare sciopero, fate sciopero – volete lavorare, lavorate”, ha detto Lukashenko.

Proteste in Bielorussia

Domenica nella Repubblica si sono svolte le elezioni presidenziali, nelle quali, secondo il Comitato elettorale centrale, Alexander Lukashenko ha vinto con oltre l'80% dei voti. Il secondo posto appartiene a Svetlana Tikhanovskaya - 10,09%. Il suo quartier generale ha dichiarato di non riconoscere i risultati: secondo i rappresentanti del politico, il 70-80 per cento dei cittadini avrebbe votato per lei.

Dopo la chiusura dei seggi elettorali a Minsk e in altre città del Paese, sono iniziate proteste non autorizzate, che si protraggono per il quinto giorno.

La situazione più difficile è stata osservata nella capitale: i manifestanti hanno eretto barricate e si sono rifiutati di disperdersi, in risposta le forze di sicurezza hanno usato cannoni ad acqua, lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma. Una persona è morta, molte sono in ospedale. Circa settemila persone sono state arrestate e giovedì sera hanno iniziato a essere rilasciate dai reparti di isolamento.

Alla vigilia, i lavoratori dello stabilimento BelAZ di Zhodino hanno indetto uno sciopero nazionale. Allo stesso tempo, il servizio stampa dello stabilimento ha dichiarato che non vi fosse alcuna manifestazione presso l'impresa ma solo un incontro tra i lavoratori, la dirigenza e l'amministrazione della città.

Oggi i dipendenti della ‘Grodno-Azot’ e ‘Zhlobin BMZ’ hanno preso parte alle proteste.

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